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Scienza
C’è anche un po’ di Svizzera nella sonda Juice diretta verso Giove
ESA Twitter
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Redazione
3 anni fa
A bordo della sonda Juice sono stati collocati dieci strumenti scientifici, tre dei quali sviluppati anche grazie all’importante contributo dell’Università di Berna.

Oggi la sonda Juice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è stata lanciata dal centro spaziale di Kourou (Guyana francese) e intraprenderà un lungo viaggio verso Giove. In visita a Kourou, la Segretaria di Stato svizzera Martina Hirayama ha ribadito l’importanza della collaborazione europea nel settore spaziale, a cui anche gli attori elvetici del mondo accademico e dell’industria offrono un solido contributo.

Gli scopi della missione

Con la missione spaziale Juice (Jupiter Icy Moons Explorer), l’ESA vuole rispondere ad alcune domande fondamentali sulla nascita di Giove e delle sue lune ed effettuare uno studio approfondito dell’ambiente circostante. Si tratta di una delle missioni concepite nell’ambito del programma scientifico dell’ESA, il cui obiettivo è quello di portare ai vertici mondiali gli attori dei suoi Paesi membri.

La mano (anche) della Svizzera

A bordo della sonda Juice sono stati collocati dieci strumenti scientifici, tre dei quali sviluppati anche grazie all’importante contributo dell’Università di Berna, che ha potuto beneficiare dei finanziamenti dell’ESA nell’ambito del programma PRODEX (PROgramme de Développement d’EXpériences scientifiques). Il monitoraggio delle radiazioni per questa missione, lavoro a cui ha partecipato anche l’Istituto Paul Scherrer, è stato invece coperto grazie al programma scientifico dell’ESA. In parallelo ai contributi per gli strumenti già citati, l’industria svizzera ha realizzato diversi componenti del satellite e del vettore.

Colloqui importanti

Grazie alla sua visita alla stazione spaziale europea di Kourou, la Segretaria di Stato Hirayama ha potuto ribadire l’importanza del contributo svizzero alla realizzazione della sonda Juice, nonché all’accesso indipendente dell’Europa allo spazio e ai programmi europei per i vettori Ariane e Vega. Per la Segretaria di Stato, il lancio ha poi rappresentato un’occasione per avere dei colloqui con le varie delegazioni dei Paesi membri e dei rappresentanti dell’ESA sulle future ambizioni delle attività spaziali europee.

Quasi 200 milioni di contributo

L’ESA è un’organizzazione intergovernativa di cui la Svizzera è membro fondatore. Il suo Consiglio a livello ministeriale è attualmente presieduto dalla Germania. In una riunione del novembre scorso, i Paesi membri hanno confermato l’ambizione dell’ESA di potenziare l’autonomia dell’Europa e di intensificare il suo utilizzo dello spazio, nonché di rafforzare il ruolo chiave dell’ESA e dei suoi programmi. La Svizzera partecipa ogni anno al bilancio dell’Agenzia con un contributo di quasi 200 milioni di franchi. Si tratta di un investimento che permette alle scuole universitarie e all’industria del nostro Paese di partecipare alle missioni spaziali a vari livelli.