
Ang Lee, in concorso al 62esimo Festival di Cannes, dopo 40 anni fa rivivere la mitica tre giorni di musica, pace e liberta' che tutti ricordano come "Woodstock". Tratto dal memoriale "Taking Woodstock: A True Story of a Riot, a Concert, and a Life di Elliot Tiber" scritto da James Schamus, il film narra le vicende di Elliot Teichberg che convince i suoi stravaganti genitori, gestori di un motel ai piedi dei monti Catskills, di affittare il terreno addiacente l'hotel a un promotore di concerti rock. Nè lui nè Michael Lang, il promotore possono immaginare che l'evento che organizzeranno sarà ricordato nella storia come "Woodstock" il concerto rock più grande della storia. Il regista nel 1969 segui' il concerto con le news televisive a Taiwan e ricorda: "il suo valore simbolico di uguaglianza, amore, ecologia e non violenza - sesso e droga a parte - ancora oggi ha da insegnarci qualcosa. A Woodstock c'era lo stato d'innocenza di una giovane generazione che, lontana dall'establishment che mandava i ragazzi in Vietnam, cercava una nuova convivenza possibile, all'insegna della tolleranza e del rispetto. Non so se oggi un vento simile sarebbe ancora possibile...". Straordinaria Imelda Staunton nel ruolo della madre. In quello del padre c'è Henry Goodman. Il promotore è interpretato dall'esordiente Jonathan Groff e il protagonista è interpretato dal comico Demetri Martin.Girato in 35, 16 e 70mm, scene di massa realizzate velocemente a New Lebanon nell'entroterra di New York per la fotografia del genio francese Eric Gautier, "Taking Woodstock" abbastanza paradossalmente ha poca musica (nella colonna sonora di Danny Elfman, spiccano Maggie M'Gill dei Doors, Wooden Ships di Crosby, Stills e Nash, China Cat Sunflower dei Grateful Dead e Sweet Sir Galahad di Joan Baez): "Non sono un fan del rock - spiega Lee - e non volevo che la musica prendesse il sopravvento sulle immagini".Per essere un film da Festival, "Taking Woodstock" è un’opera insolita, col suo tono da commedia e con l’aria di non prendere troppo sul serio nemmeno il clima di nostalgia per l’interminabile '68, ha convinto la critica e alimenta le ambizioni di Lee alla Palma d’oro.SKASKA
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