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Cannes: anche "Antichrist" di Lars von Trier delude
Redazione
17 anni fa
L'attesissimo horror a base di sesso e religione ha ricevuto più fischi che applausi. Ma il regista dice: "E' il più importante film di tutta la mia carriera"

Delude l'attesissimo "Antichrist" del regista danese Lars von Trier, ieri in concorso. La pellicola, che aveva destato curiosità per quel miscuglio annunciato di sesso, religione e magia ha disatteso le aspettative. Alla fine della proiezione stampa erano evidenti i segni di disapprovazione e si è sentito perfino qualche fischio mitigato appena dai pochi applausi. Il regista, che ambiva a portarsi a casa l'ottava Palma d'Oro, era venuto a Cannes con un progetto ambizioso dopo due anni in cui il teorico di Dogma ha sofferto di forte depressione e crisi creativa.Il film ha infatti due soli protagonisti: Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe, una coppia in crisi per la perdita tragica del loro bambino mentre loro stanno facendo l'amore. Gainsbourg e Dafoe, dopo il lutto si ritirano così a Eden, una capanna isolata nei boschi, dove l'uomo, che è uno psicoterapeuta, spera di salvare la moglie dalla forte depressione che le impedisce di vivere, e di portare avanti la sua tesi sulla caccia alle streghe. Qui il marito tenta una sorta di iniziazione-espiazione in bilico tra magia e misticismo. L'horror vero, ai confini con la pornografia, arriva solo dopo. C'é una sequenza in cui lei si masturba sotto una grossa quercia, prima di consumare il rapporto con il marito. E ancora lei che masturba il partner facendogli eiaculare sangue. Tra le scene più violente, quella che vede la donna trapanare una gamba al marito per fissargli, con un grosso bullone, un peso che gli impedisca di camminare. La Gainsbourg, infine, in un atto autopunitivo si infibula con una forbice dopo aver tentato più volte di uccidere il marito.Il regista 53enne ha definito il film una "sorta di terapia" per la depressione di cui soffre da due anni. "Non ho scuse per 'L'anticristo' ... se non il fatto che credo totalmente nel film. E' il più importante di tutta la mia carriera".

SKA 

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