
«La musica d’oggi è tutta uguale.» Liberi di crederlo. A volte, invece, qualcosa che non è etichettabile esce, ricordandoci quanto è bello lasciarci sorprendere.
Incontriamo Camilla Sparksss fuori dal suo studio di registrazione, quando il pomeriggio tentenna ancora per cedere spazio alla notte. “..Scusate, è che la sotto c’è un po’ di disordine!”
In superfice, l'artista ticinese ci racconta dalla gestazione dell’album. Sorridente, ci racconta con un po’ di timidezza: “.. È un album molto personale, è la trasposizione di un periodo della mia vita che è stato difficile, ma ridendoci sopra, non pensando troppo al passato e non troppo al futuro, ha dato questo.” continuando: “.. È un film horror, che fa ridere. ….Scherzo su me stessa e con me stessa, dopo tutto non è un modo per superare le avversità della vita?”
Un lavoro lungo che è parte dell’epopea delle vicissitudini umane, piccole vittorie, piccole disfatte, tempi che cambiano. Camilla si racconta per quello che è, una persona come noi, che fa ciò che si sente possa dargli felicità. E già questo è motivo per essere più che felici.
Parlando delle influenze sonore, ci garantisce che non si ispira a terzi, anzi: “A dirla tutta, quello che ascolto e quello che suono sono due cose completamente differenti. Tanto lavoro è stato fatto dal produttore artistico Aris Bassetti, mi riferisco sopratutto all’arrangiamento.. io arrivo con 8 minuti di canzone e lui è veramente bravo nel mettere tutto a posto”.
Una collaborazione più che decennale ed ormai rodata, che probabilmente resta una delle vere poche influenze tangibili dell’opera. “Non vedo perché si debba ricercare il genere musicale, o l’influenza di questo o quell’artista. Quello che suono è mio... magari spendo ore a cercare la sonorità che sento di voler esprimere, solo per trovare un ritmo che credo sia adatto per quello che voglio dire al pubblico”.
“L’idea della mia musica è quella di essere suonata dal vivo, non in studio. Lo studio è la parte noiosa, mentre le tante date in un anno negli angoli più disparati del globo sono... La Sfida”.
Scendendo nei meandri del suo bunker musicale, emerge La Sparksss. Da subito intravediamo locandine, una buffa testa barbuta di cartapesta, cavi, cavi, scatole, strumenti musicali. Tutto ciò che serve all’alchimia musicale.
I giradischi, rigorosamente 1200, fanno bella mostra di sé: “I dub (plates ndr) sopra sono delle basi che ho fatto incidere in Austria. I giradischi li uso come strumento. Potrei usare attrezzatura digitale, ma così mi trovo meglio. Gli adesivi sopra ai solchi servono per sapere dove inizia la traccia, o per creare loop con la puntina.”
“Mechanical Techno?” - chiediamo- “.. Una specie.”, risponde.
E questi piatti, sospesi sopra cuscini d’aria, vengono fisicamente bloccati, scratchati, dondolati ..ed infine, dopo un “So what!” maliconico, aggressivo, filtrato e riverberato.. liberati. Gli speaker ruggiscono all’accellerazione istantanea di quel suono.. brutale.
“Voi restate quanto volete, io intanto provo. Se mi giro e siete spariti, beh capita.”
Cerca con la scarpa l’interruttore giusto della pedaliera, culla il giradischi e si avvicina al microfono. Intanto le dita della mano sinistra premono la tastiera, in un’aggressività nichilista, con lo stupore di chi, da dietro alle sue spalle, può ammirare quanto una persona sola riesca a fare. Un album difficile da descrivere, composto da ritmiche a volte quasi DnB, a volte EBM, a volte latineggianti, voci filtrate, pulite, aggressive, malinconiche. Post-punk, noise. Cori che si susseguono a pianoforti, a chitarre rockeggianti, echi che con un po’ di ironia bussano sarcasticamente alla porta della nostra artista.
Certamente da non perdere per gli amanti dell’elettronica e del postpunk, ma sopratutto, per chi da ormai molto tempo non crede più che la musica possa trasmettere qualcosa.
Maurizio P. TaianaFoto: David Cuciz/Davide Gostoli/Roger Weiss
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Camilla si esibirà live al Livingroom di Lugano il prossimo 10 maggio.
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