
Quante volte si sentono persone con un forte mal di testa proprio durante i giorni di pioggia. E la ricerca di cui tratteremo sembrerebbe stare dalla parte di chi sostiene che i cambiamenti climatici agiscono sulle emicrania. In pratica, la scienza ha dato ragione al senso comune. La ricerca in questione è di matrice statunitense, condotta da un'équipe del Children's Mercy Hospitals and Clinics, Kansas City, Missouri. A coordinare la ricerca è stato il Dr. Prof. Mark Connelly.Per lo studio è stato preso in esame un campione di bambini e di adolescenti che soffrivano di emicrania cronica. Ad ogni membro facente parte il campione, è stato fornito un palmare al fine di registrare i sintomi del mal di testa in tempo reale. Dopo due settimane di monitoraggio continuato, è stato scoperto che i sintomi del mal di testa subivano un peggioramento proprio nei giorni di pioggia o nei giorni in cui l'umidità era superiore al normale.Insomma, rispetto ad una bella giornata di sole, i pazienti vedevano triplicare la possibilità di avere un mal di testa molto forte proprio nel corso di una brutta giornata.Gli scienziati sono riusciti ad arrivare alla conclusione di cui sopra mettendo a confronto le informazioni registrate dai palmari con i dati sulle condizioni meteorologiche dei giorni presi in esame. Questo ha fatto emergere dei dati di un certo interesse, almeno a livello statistico.E' stato ad esempio evidenziato che nei giorni di pioggia i volontari avevano il 59% di probabilità di soffrire di emicrania. Nei giorni di sole le possibilità di contrarre il terribile disturbo sono ridotte fino al 21%. Anche nel caso l'umidità fosse superiore al normale, le percentuali restano pressoché identiche.Il Dr. Connelly sostiene dunque che i risultati della ricerca dimostrano la veridicità del senso comune, ovvero che il mal di testa è scatenato dai cambiamenti climatici.Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Headache", la quale riporta anche la possibilità che il mal di testa sia causato anche da altri fattori climatici, come la temperatura e la pressione atmosferica. Ed è su questi fattori che si concentra una seconda ricerca, condotta questa volta su un campione di 7'000 adulti.Questa seconda ricerca sostiene che esiste una correlazione fra l'aumento dei casi di emicrania e giornate particolarmente calde o con pressione barometrica bassa.Purtroppo i motivi che correlano le condizioni climatiche con l'emicrania sono ancora sconosciuti. E' di conseguenza sconosciuta anche una possibile cura.
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