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Buon compleanno, Amiga!
Redazione
16 anni fa
Sono passati 25 anni da quando il primo computer Amiga della Commodore si affacciò sugli scaffali dei negozi americani

Sono passati 25 anni da quando il primo computer Amiga della Commodore si affacciò timidamente sugli scaffali dei negozi americani. Era un periodo in cui il mercato si divideva tra i pc della IBM e quelli della Apple, e in pochi scommettevano sul successo di una piccola compagnia americana come la Commodore. Certo, la compagnia arrivava dal successo del Commodore 64, ma quello era un computer da casa, buono soprattutto per i videogames. L’Amiga, invece, nasceva come una macchina professionale, in grado di svolgere diversi compiti, dalla grafica fino al montaggio video e agli effetti speciali. Tanto da spingere il New York Times a chiedersi se la Apple avesse trovato il suo primo, pericoloso, rivale. Il computer del debutto, l’Amiga 1000, venne presentato addirittura con il sostegno di Andy Warhol, che durante la conferenza stampa di annuncio si cimentò in un ritratto digitale della splendida Debbie Harry. Anche se in seguito l’Amiga, soprattutto con la versione 500 uscita due anni più tardi, diventò sinonimo di videogiochi in Europa, la macchina Commodore dimostrò che era davvero in grado di fare qualsiasi cosa, anticipando molte soluzione tecnologiche che saranno riprese in seguito dai suoi maggiori competitor. Ad esempio, aveva un sistema operativo, l’AmigaOS, in grado di funzionare in multitasking, con un’interfaccia “a finestre” che qualcuno più tardi fece diventare il suo marchio di fabbrica. Aveva prestazioni audio e video da riferimento, tanto che molte sue combinazioni di software e hardware come il Video Toaster, divennero presto molto diffuse tra chi faceva grafica professionale e video editing. Insomma, era un computer completo, all’avanguardia. Il merito di questa meraviglia non è però della Commodore: la compagnia americana si limitò ad acquistare per 30 milioni di dollari una piccola società nota come Amiga Corporation che stava lavorando a questo nuovo personal computer. La Commodore intuì subito le potenzialità del progetto e, dato che era alla ricerca di un degno erede del mitico C64, colse al volo l’occasione. Per tutta la seconda metà degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, l’Amiga riscosse un successo notevole, soprattutto nel vecchio continente. Purtroppo, con l’arrivo dei primi computer ms-dos e del sistema operativo Windows di Microsoft, questo successo andò via via affievolendosi, lasciando l’Amiga e i suoi successori (come l’Amiga 4000) a un ruolo marginale. Fino all’inevitabile fallimento. Con la fine della Commodore a metà anni ‘90, il progetto Amiga continuò come sistema operativo basato su Linux, passando di mano in mano fino a diventare una sorta di software open source ante litteram. Noi la celebriamo mostrandoun video con i più importanti videogame apparsi sulla piattaforma. Perchè se amate i videogiochi e avete più di trent’anni, sicuramente avete passato qualche nottata insonne con l’Amiga.Tiscali.it

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