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Ambiente
Buco nell’ozono, “da noi il clima non cambierà”
© Shutterstock / Ticinonews
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Redazione
4 anni fa
Per decenni, a partire dagli anni ’80, è stato definito il nemico climatico numero uno: il buco nell’ozono. Uno squarcio nella stratosfera che permetteva ai dannosi raggi UV di arrivare sulla terra. Ora a distanza di anni questo passaggio si sta lentamente richiudendo ed entro 20 anni dovrebbe chiudersi del tutto e in tutto il mondo. Ne abbiamo parlato con Guido Della Bruna, meteorologo di Meteo Svizzera Locarno Monti.

È fresca di questi giorni la notizia relativa alla chiusura del buco nell’ozono. Stando agli esperti dell’ONU, la chiusura dovrebbe avvenire totalmente entro il 2066, mentre in gran parte del mondo potrebbe verificarsi già nel 2040. A Ticinonews abbiamo approfondito il tema con il meteorologo di Meteo Svizzera – Locarno Monti Guido Della Bruna, il quale precisa per prima cosa l’importanza di distinguere l’ozono atmosferico – che è quello di cui stiamo parlando – da quello troposferico, ovvero quello che troviamo alle basse quote ed è molto dannoso. Anche se meno dannoso di quello a basse quote, la perdita dello strato di ozono ha rischiato di esporre le persone ai dannosi raggi ultravioletti del sole. Dopo l'allarme per la perdita di ozono negli anni '80, lo strato di ozono è tuttavia migliorato costantemente sulla scia del protocollo di Montreal del 1989, un accordo internazionale che ha contribuito a eliminare il 99% delle sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono, come i clorofluorocarburi (CFC) che erano utilizzati come solventi e refrigeranti.

Ozono atmosferico

L’ozono ad alta quota, quindi nell’atmosfera, “ci protegge dai pericoli dei raggi UV provenienti dal sole, che rappresentano il principale pericolo”. Il rischio è maggiore specialmente nelle regioni dell’emisfero Sud, “in particolare l’Australia, dove fino a qualche anno fa si aveva un irraggiamento di UV molto intenso proprio a causa di questo buco che adesso si sta finalmente colmando”, spiega Della Bruna. Un successo ottenuto “grazie soprattutto a una collaborazione internazionale che per questo specifico caso ha fortunatamente funzionato molto bene”. Grazie a questa collaborazione si è riusciti a “ridurre le emissioni, soprattutto di clorofluorocarburi che erano usati per le bombolette spray, permettendo così un risanamento del buco nell’ozono, che stava venendo distrutto proprio da questi gas”.

Effetti sul clima

Per quanto riguarda gli effetti che il buco nell’ozono ha sul clima “ci sono opinioni un po’ controverse: probabilmente abbiamo degli effetti locali sul clima, ma a livello globale non sono note delle particolari conseguenze di questo buco in quanto non apporta dei cambiamenti nel bilancio energetico”.