
Che gennaio non sia uno dei mesi più allegri dell’anno è un’opinione ormai molto diffusa, sia per la fine delle vacanze natalizie sia per il lungo periodo privo di festività che ci attende. Un sentimento talmente diffuso che il 24 gennaio del 2005, sul canale televisivo britannico Sky Travel, venne reso pubblico il concetto di Blue Monday: un termine che - per gli abitanti dell’emisfero boreale - va ad indicare il giorno più triste dell’anno e che quest’anno cade proprio oggi, il 15 gennaio. Una data che ha tuttavia sollevato diverse critiche in questi 19 anni, arrivando a considerarla una bufala in tutto e per tutto, soprattutto per il metodo con cui viene calcolata e per i suoi scopi.
La nascita del Blue Monday
Il giorno in cui cade il Blue Monday non è scelto a caso, è bensì ottenuto tramite un’equazione escogitata dallo psicologo Cliff Arnall, il quale voleva aiutare le compagnie di viaggio ad analizzare il trend dei loro clienti, teoricamente più propensi a viaggiare quando l’umore non è dei migliori. Condizioni meteo, debiti accumulati, tempo trascorso dal Natale, fallimento dei propositi, bassi livelli di motivazione e necessità di agire sono i fattori presi in considerazione dallo psicologo per ottenere la data del “lunedì triste”, che viene generalmente fatta coincidere proprio con il terzo lunedì di gennaio, quindi fra il 15 e il 24. Sky Travel sfruttò questi dati in due diversi comunicati stampa promozionali nel 2005 e nel 2009, nonostante iniziassero già a circolare smentite in merito alla sua veridicità.
Le critiche
Anche se l'equazione escogitata da Arnall sembra avere un senso matematico, il medico e divulgatore britannico Ben Goldacre ha affermato l’esatto contrario. A fargli eco anche il neuroscienziato Dean Burnett, il quale ha definito questa idea come ridicola e con misurazioni prive di senso. Critiche che hanno portato l’Università di Cardiff, per cui Arnall lavorava, a prendere le distanze dallo psicologo. Anche se le smentite sono evidenti, nel corso degli anni diversi giornali di tutto il mondo hanno però continuato ad associare la teoria di Arnall a una serie di consigli per combattere la depressione, senza un’adeguata sensibilità sul tema e con un calcolo privo di fondamenta scientifiche. Elementi che – come riassunto dal sito di fact-checking Snopes – potrebbero inoltre nuocere a chi realmente soffre di questa patologia, ai quali viene fatto credere che una semplice vacanza potrebbe curare la depressione. Insomma, che l’umore dopo Natale sia più grigio rispetto a prima è normale, ma non esiste un giorno in cui ci si sente maggiormente sconsolati di altri.

