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Bitcoin, una sfida alle nostre monete
Redazione
13 anni fa
Il successo della moneta informatica ci ricorda che le nostre monete cartacee sono fondate solo sulla nostra cieca fiducia

Un numero crescente di persone si interroga se è razionale risparmiare e mantenere il proprio gruzzolo in monete (dal franco all’euro fino al dollaro) gestite da banche centrali che negli ultimi anni ne hanno notevolmente accresciuto la quantità in circolazione stampando nuova moneta per combattere la crisi. Dunque, molti si domandano: che fine faranno queste valute? Il loro valore verrà “mangiato” da una forte inflazione? E ancora, risparmiando con questi bassi tassi di interesse non ci dimostriamo stupidi, poiché la redditività degli investimenti è infima? Di fatto, non stiamo di fatto sussidiando il sistema finanziario? Investire in borsa, d’altro canto, non è pericoloso visto i notevoli rialzi già accumulati dai mercati azionari? Che fare con i propri soldi?

Una risposta a queste questioni che turbano i sonni di molti risparmiatori è data dal bitcoin. Cosa è il bitcoin? E’ una moneta inventata da uno o più informatici, di cui tuttora è sconosciuto il nome. Essa è stata creata nel 2009 quale risposta alla crisi finanziaria e soprattutto all’uso del denaro pubblico e dei soldi dei risparmiatori per salvare i giganti di Wall Street. Questa moneta, il cui valore iniziale era zero, è riuscita a raggiungere una quotazione di 1'200 dollari. Si è trattato di un enorme successo e contemporaneamente di una grande lezione per tutti. Infatti, come il dollaro, il franco, l’euro, dietro al bitcoin non c’è nulla di concreto. Le monete del giorno d’oggi vengono infatti definite fiduciarie, poiche’ si basano sulla fiducia della popolazione. Insomma, si puo’ dire che rappresentano un atto di fede e che la loro forza risiede nel fatto che sono accettate quale strumento di pagamento. Cio’ vale in parte anche per il bitcoin. Infatti, ad esempio, Amazon accetta i pagamenti in bitcoin, come molti istituti bancari che lo convertono.

La grande differenza tra il bitcoin e le tradizionali monete fiduciarie è un’altra. Il dollaro, il franco, l’euro e via dicendo sono emessi da banche centrali e hanno forza legale, ossia possono e devono essere accettate da tutti i soggetti economici del loro Paese. L’uso del bitcoin è invece molto piu’ piccolo e nessuno è obbligato ad accettarlo. Il secondo aspetto è comunque quello piu’ interessante: la quantità di bitcoin in circolazione raggiungerà un massimo di 21 milioni di unità e poi non ne verranno emessi altri. Dunque, a differenza della moneta cartacea che puo’ essere stampata senza limiti dalle banche centrali il bitcoin ha una quantità massima che non potrà essere superata. Infatti il bitcoin è stato costruito sulla base di complicati algoritmi che stabiliscono appunto questa quantità massima e che garantiscono anche trasparenza e sicurezza contro la contraffazione.

Ed è proprio questa caratteristica del bitcoin che ha prodotto l’impennata del valore di questa valuta informatica, passata appunto da zero a 1200 dollari. Questa impennata puo’ essere letta come un’altra mania dei mercati, paragonabile a quella dei tulipani in Olanda o a quella delle obbligazioni in cui erano impacchettati i mutui subprime e altri crediti di dubbio valore. Quindi si potrebbe concludere “niente di nuovo sotto il sole”, se non un’altra manifestazione della follia umana. Ma questa lettura risulta errata dal momento che il bitcoin viene sempre piu’ usato come mezzo di pagamento, a tal punto da aver spinto la banca centrale cinese ad averne vietato la conversione e le autorità di vigilanza della maggior parte dei Paesi occidentali a temere che il bitcoin possa diventare uno strumento per il riciclaggio del denaro sporco e ad avvertire che questa moneta informatica non offre alcuna garanzia.

Il successo di questa moneta creata dal nulla incrina le “certezze” su cui si basano le nostre monete. Ed è questo l’aspetto “rivoluzionario” del bitcoin. Esso infatti ricorda che dietro al dollaro, all’euro, ecc., ossia alle attuali valute, non vi è altro che l’emissione di debiti e la cieca fiducia della popolazione. Insomma, un atto di fede, che oggi viene sempre piu’ incrinato dalle politiche monetarie delle banche centrali. In conclusione, il bitcoin è probabilmente l’espressione di un’altra grande e pericolosa mania finanziaria, che tuttavia ci ricorda che le odierne monete cartacee non sono sostenute da nulla, se non dalla nostra cieca fiducia.

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