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Biodiversità delle acque dolci particolarmente minacciata
Redazione
16 anni fa
Le attività umane provocano sia una riduzione della varietà di specie esistenti che un freno all'apparizione di nuove varietà

La biodiversità di corsi d'acqua e laghi è particolarmente minacciata, avverte oggi l'Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei Politecnici federali (Eawag). Le attività umane, responsabili della banalizzazione degli ambienti di acqua dolce, provocano sia una riduzione della varietà di specie esistenti che un freno all'apparizione di nuove varietà. Gli attuali tassi di scomparsa delle specie sono comparabili a quelli che hanno caratterizzato i periodi di estinzione di massa nella storia della Terra, indica stamane l'Eawag, sintetizzando i lavori presentati oggi da oltre 200 esperti riuniti a Dübendorf (ZH) in occasione della giornata annuale d'informazione dell'Istituto. Laghi, fiumi e paludi occupano solo lo 0,3% della superficie terrestre - il 4% della Svizzera - ma ospitano ben il 40% delle 30'000 specie di pesci conosciute. Le acque dolci, che costituiscono dunque una notevole riserva di biodiversità, conoscono però tassi di estinzione relativi e assoluti «nettamente più elevati» degli ambienti marini e terrestri. In Svizzera, ad esempio, 17 delle 100 specie di pesci conosciute sono scomparse e oltre il 60% di tutte le piante acquatiche sono considerate come minacciate. Nuovi studi realizzati dall'équipe del professore Ole Seehausen, direttore del laboratorio di ecologia ed evoluzione dei pesci all'Eawag, rivelano che oltre all'estinzione, rallenta pure il processo di emergenza di nuove specie. La banalizzazione e la riduzione delle dimensioni degli habitat di acqua dolce per effetto delle attività umane annullano i processi di adattamento genetico alla diversità delle innumerevoli nicchie ecologiche di corsi e specchi d'acqua intatti: le specie recenti si fondono in una specie ibrida e la formazione di nuove varietà è interrotta, osservano i ricercatori guidati da Seehausen. Stando al biologo, negli ultimi 50 anni nei laghi elvetici almeno un terzo delle 32 specie di coregoni è scomparsa. Anche la diversità delle trote, di cui in Svizzera si conoscono cinque tipi, è in pericolo. Le varietà sono adattate a condizioni ambientali diverse e possono coesistere in corsi d'acqua intatti senza fondersi geneticamente. Invece in fiumi fortemente perturbati questa diversità è soppiantata dalla trota iridea, introdotta per la pesca.Programmi coordinati per salvaguardare la diversità delle trote non esistono, ha indicato Seehausen, citato in un comunicato. Una delle più importanti ragioni della riduzione della diversità è "la mancanza di ponti tra gli ambienti", perché i pesci faticano a superare barriere artificiali. Ricercatori dell'Eawag hanno ad esempio studiato il corso inferiore del fiume Töss (ZH), che ospita 23 specie di pesci. A monte di una «diga» alta sei metri, il loro numero è calato a dodici. I biologi hanno al contrario evidenziato che ristabilendo il passaggio per i pesci, la loro diversità aumenta rapidamente. Per la sua ricchezza idrologica e la sua posizione al centro di diverse regioni biogeografiche, "la Svizzera ha una grande responsabilità per gli ambienti acquatici", ha affermato Mark Gessner, ricercatore all'Eawag, che ha chiesto un cambiamento di paradigma nella lotta contro il calo della biodiversità acquatica: non più agire in modo puntuale, ma con un piano globale, sia in termini di contenuti sia di territorio. Gli ha fatto eco Evelyne Marendaz, dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). "Malgrado tutti gli sforzi forniti per la protezione delle specie, un autentico cambiamento di tendenza con i mezzi e gli strumenti globali non sembra possibile". L'UFAM intende presentare entro la fine dell'anno al Consiglio federale una "strategia nazionale per la biodiversità". ATS

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