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Biennale rinvia Teatro e Danza, conferma Mostra del Cinema
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Biennale rinvia Teatro e Danza, conferma Mostra del Cinema
Redazione
6 anni fa
Il 64° Festival Internazionale del Teatro, diretto da Antonio Latella, si svolgerà dal 14 al 24 settembre, anziché dal 29 giugno al 13 luglio

La Biennale di Venezia ha comunicato oggi le nuove date di svolgimento dei Festival di Teatro e Danza, confermando invece le date della Mostra del Cinema e del Festival di Musica, e ha annunciato 15 eventi collaterali della Biennale Architettura 2020.

Il 64/o Festival Internazionale del Teatro, diretto da Antonio Latella, si svolgerà dal 14 al 24 settembre, anziché dal 29 giugno al 13 luglio. Il 14/o Festival di Danza contemporanea, diretto da Marie Chouinard, si svolgerà dal 13 al 25 ottobre, anziché dal 5 al 14 giugno. Sono confermate le date della 77/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera (2-12 settembre) e del 48/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele (25 settembre-4 ottobre).

Le nuove date sono state stabilite in conseguenza dell'emergenza sanitaria in corso, e per l'impossibilità di procedere nelle prossime settimane alla programmazione delle prove e degli allestimenti degli spettacoli.

Il nuovo calendario delle manifestazioni della Biennale di Venezia 2020, presieduta da Roberto Cicutto, prevede ora dal 29 agosto al 29 novembre, la 17/a Mostra Internazionale di Architettura; dal 2 al 12 settembre la 77/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica; dal 14 al 24 settembre il 64/o Festival Internazionale del Teatro; dal 25 settembre al 4 ottobre in 48/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea, diretto da Ivan Fedele; dal 13 al 25 ottobre il 14/o Festival di Danza contemporanea.

Gli Eventi collaterali della Biennale Architettura 2020 sono 15 - erano 13 nell'edizione 2018 - sono promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro. Organizzati in numerose sedi della città, propongono un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia.

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