
Gli scappava la pipì. E fin qui niente da dire. Si sa che effetto fa la birra. Ma tra urinare in un angolo appartato o in un cantuccio per fronteggiare l’impellenza e farlo in modo plateale, come ha fatto ieri sera il personaggio ritratto nella foto ce ne corre. La foto (scattata con il cellulare) ci è stata inviata da un padre di famiglia, scandalizzato dalla scena a cui ha assistito ieri attorno alle 22,30 (non alle 4 di mattina) in piazza Collegiata: un individuo (del quale non pubblichiamo il volto ma solo il gesto) ha deciso di pisciare dal palco che poco prima era stato teatro dell’inaugurazione del Rabadan, manco con le spalle alla piazza. Macchè, con le spalle alla chiesa, tra gli spazzini che se la ridevano e gente che ha pensato “meglio lasciar perdere, mica che poi mi becco un pugno in faccia”. Il nostro lettore ritiene che episodi del genere danneggino e rovinino, al pari delle risse, la bellezza del carnevale di Bellinzona. Un paio d’anni fa, dalla prima pagina del Corriere della Sera, Claudio Magris, tuonò contro l’inveterata abitudine dei giovani di urinare per strada, nella sua Trieste. E propose addirittura delle ronde anti pipì. Ecco cosa scrisse. “Condivido con animo sereno il malumore dei miei concittadini, dei cittadini di Trieste, per l’abitudine—evidentemente sempre più diffusa nella mia città — di fare la pipì in strada, per la moda che induce — come denuncia l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Franco Bandelli— i giovanotti maleducati di buona famiglia ad andarla a fare sui muri, sui portoni e sulle vetture parcheggiate. Ciò è conseguenza non tanto della progressiva scomparsa dei vecchi e gloriosi vespasiani, travolti dalle ristrutturazioni e dai lavori pubblici quanto del crescente consumo di birre, di una minore sensibilità morale nei confronti della minzione all’aperto (non più sentita quale trasgressione, al pari di altre abitudini un tempo socialmente riprovate e ora socialmente accettate) e del numero insufficiente di forze dell’ordine (specie polizia municipale) preposte alla repressione del reato ovvero a infliggere le multe recentemente stabilite dal Comune di Trieste per chi piscia sulla pubblica via”. Fin qui Magris, le cui riflessioni riguardano chi fa la pipì sulla pubblica via. Ieri sera a Bellinzona si è andati oltre.
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