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Batteri: il futuro per l'energia
Redazione
17 anni fa
Molte le critiche inerenti la rivoluzione dei biocarburanti

Molte le critiche inerenti la rivoluzione dei biocarburanti. Basti pensare che l'intensiva produzione di cereali al fine di ricavarne energia ha portato prodotti alimentari quali grano e mais a prezzi esorbitanti.Fortunatamente vi sono diversi gruppi di ricerca che si cimentano nello sviluppo di sistemi alternativi atti a generare biocarburi da sostanze di scarto. Un modo, questo, per utilizzare solo ed esclusivamente gli scarti dei cereali, preservando sostanze fondamentali all'alimentazione.Ed è proprio di scarti che parleremo; più precisamente ci concentreremo su dei batteri in grado di tramutare la cellulosa dei residui del legno, degli scarti delle cartiere, dai rifiuti (naturalmente grazie alla raccolta differenziata) e dalle parti non commestibili dei cereali, in etanolo.Recentemente un team di ricercatori dell'Università del Wisconsin ha illustrato, all'ultimo Convegno dell'American Society for Microbiology, una nuova tecnologia tramite la quale è possibile analizzare, in modo rapido, la capacità che hanno gli alberi di pioppo nel rilasciare zuccheri.Tramite l'apparecchio si è passati all'analisi di 1300 alberi; di questi molti sono gli esemplari digeribili dai microrganismi. Vi è, ad esempio, l'Anaerocellum; questo sarebbe un batterio capace, tramite digestione, di tramutare le biomasse da cellulosa in zuccheri per poi fermentarle in acetato ed etanolo. Questo processo batterico risulterebbe nettamente meno costoso delle attuali tecnologie facenti la medesima operazione.Ed i batteri non sarebbero utili unicamente allo scopo di creare bioetanolo e biodiesel. Vi è infatti un altro fronte della ricerca che starebbe sviluppando una metodologia di produzione di idrogeno tramite fonti rinnovabili.Qui entra in gioco il Rhodobacter sphaeroides (nella foto): questa simpatica microscopica forma di vita sarebbe infatti in grado di generare idrogeno dalla cellulosa servendosi della fotosintesi.Ed il futuro è sempre più vicino; l'Università del Wisconsin ha sviluppato delle batterie batteriologiche (batterie microbiche) capaci di produrre l'energia necessaria al funzionamento di un computer portatile semplicemente esponendole al sole.

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