
A Basilea è nato un ippopotamo. Evento gioioso solo in parte, perchè due ippopotami maschi sono considerati troppi e, per risolvere il sovraffollamento dello zoo, l'ultimo arrivato potrebbe essere dato in pasto ai leoni. Brutta sorte per Farasi — così è stato battezzato il cucciolo di 4 mesi di età e già 100 chili di peso — se non troverà una nuova casa, dovrà essere soppresso. La sua unica colpa è di essere stato concepito in cattività dove, finito l'allattamento, diventerà una minaccia per l'equilibrio di coppia dei suoi genitori. A Wilhelm, il papà, non farà certo troppo piacere accorgersi che il figlio cercherà di prendere il suo posto accanto ad Helvetia, la mamma. Un complesso edipico ingestibile che negli Stati Uniti viene evitato attraverso un rigoroso controllo delle nascite, mentre nei 4 mila zoo europei si tende a lasciare piena libertà sessuale agli animali. Con il risultato di dover poi risolvere il problema della prole in eccesso: o si trova una un'altra struttura, oppure a Basilea non usano troppi giri di parole: "La nostra politica è eliminare gli animali di troppo e darli in pasto ai carnivori". Ma forse un'altra soluzione c'è. Farasi il cucciolo sta riscuotendo un grande successo sul web e i lettori del quotidiano "Le Matin" si sono così affezionati a Farasi che lo hanno votato "Svizzero dell'anno" preferendolo al tennista Roger Federer. A attraverso Facebook è iniziata la mobilitazone per salvarlo. C'è un gruppo "Save Farasi" e la sua fondatrice, Andrea Dindo, sta contattando personalmente gli zoo di mezza Europa: "Mi ripetono tutti che non hanno spazio — racconta —, e aggiungono che se non lo si dovesse trovare, sarebbe giusto ucciderlo". Sarà a lieto fine la storia dell'ippopotamino dello zoo di Basilea? Di sicuro non entrerà nel mondo dello spettacolo: è stata infatti bocciata la richiesta del Cyrcus Royal di assumerlo nel proprio cast con un ruolo da protagonista. Dall'Italia si è fatto vivo l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo, ben felice di accoglierlo negli spazi del Bioparco. Il tempo stringe: tra una decina di mesi padre e figlio cominceranno a farsi la guerra. Tanja Dietrich, la portavoce dello zoo, creca di mostrarsi ottimista: "Siamo fiduciosi che alla fine riusciremo a trovare la sistemazione giusta per Farasi".
H-esse
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