
A quanto pare le varie scritte shock (ormai accompagnate da immagini) riportate sui pacchetti di sigarette (tipo "Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno", "Il fumo può danneggiare lo sperma e diminuisce la fertilità, ...), non sono molto efficaci. A dirlo è un'équipe di psicologi statunitensi, svizzeri e tedeschi. La ricerca è stata pubblicata su "Journal of Experimental Social Psychology".Per lo studio in questione sono stati presi in esame 39 studenti di psicologia di età compresa tra i 17 ed i 41 anni. A questi sono state fatte alcune domande riguardanti il perché avessero cominciato a fumare. A questo punto i ricercatori hanno distinto tra loro un sottogruppo che asseriva di aver iniziato a fumare per motivi di accettazione sociale (chi ad esempio sosteneva di voler far parte di un gruppo, o chi voleva apparire affascinante, ...).Il secondo passo è stato quello di far compilare ai volontari un questionario in cui si chiedeva quale effetto psicologico provocassero in loro i vari avvertimenti riportati sui pacchetti di sigarette.E le risposte che i ricercatori hanno ottenuto non erano certo rassicuranti: quasi tutti hanno risposto di essere indifferenti a sopraccitate scritte; ma non solo, alcuni individui hanno evidenziato una sorta di paradosso. Sostanzialmente più il messaggio risultava catastrofico in termini di salute e morte, più si rischiava che nel fumatore stesso entrasse in atto una sorta di istinto di autodistruzione. Insomma, subentrava la classica frase: "tanto di qualche male bisogna pur morire...".Nettamente più efficaci le frasi maggiormente blande, come "Il fumo può danneggiare la pelle". Quelle frasi, in sintesi, a sfondo sociale ed estetico. Naturalmente i più colpiti da queste avvertenze erano i facenti parti del sottogruppo (quelli, per intenderci, che si erano avvicinati al fumo per cause di accettazione sociale).In pratica, stando ai ricercatori, il modo più efficace per allontanare il fumatore dalla sigaretta, non risiede tanto nelle frasi ad effetto apocalittico, quanto nelle frasi che vanno ad agire sulla stessa autostima del soggetto. Insomma, bisogna cercare di togliere quel sex appeal che gli anni passati diedero alla sigaretta fra le labbra.Non bisogna comunque dimenticare che la ricerca menzionata si riferisce prevalentemente ai giovani, i quali vedono la morte con occhio diverso rispetto gli adulti. Bisogna inoltre dire che altri studi hanno dimostrato l'efficacia dei messaggi shock nei confronti dei fumatori occasionali.E' principalmente sui ragazzi, dunque, che bisogna agire sull'appeal della sigaretta, in quanto sono proprio i più giovani ad essere sensibili al fascino.Resta comunque difficile stabilire l'utilità o meno dei vari moniti riportati sui pacchetti di sigarette. Un'altra ricerca, ad esempio, sosteneva che, nonostante le scritte, il design del pacchetto (che è nettamente cambiato proprio nel momento in cui si sono introdotte le avvertenze) è troppo rassicurante.Altro fattore da prendere in considerazione sono le pubblicità contro fumo e droga. Queste sarebbero infatti troppo distanti dai giovani, i quali sono molto sensibili ai miti, ma ben poco ai pericoli.Insomma, nonostante lo studio non è affatto chiaro se le pubblicità e le avvertenze siano realmente utili o meno. Come non è chiaro quanto l'effetto degli stessi sia duraturo nella mente del fumatore.
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