
Sempre elegantissima, è divenuta una delle icone incontrastate dello stile di allora soprattutto per la sua recitazione in Colazione da Tiffany. Morì 20 anni fa, il 20 gennaio del 1993, una delle attrici più amate di sempre: l'elegante e raffinata Audrey Hepburn.Nata in Belgio nel 1929, conquistò le scene di Hollywood grazie ai suoi occhioni da cerbiatta ed a quel fisico gracile ma forte allo stesso tempo tipico di chi pratica danza. Aggraziata, dai modi aristocratici, ma sempre pronta a dedicarsi al prossimo. Caratteristiche che hanno fatto di Audrey una delle personalità di spicco nella scena cinematografica americana degli anni '50 e '60. Prima di allora, visse nell'Europa della Seconda Guerra Mondiale.Proprio in Europa una giovane Audrey dovette separarsi dal padre, simpatizzante del movimento nazista. Ritrovato anni dopo grazie all'aiuto della Croce Rossa, Audrey non smise mai di aiutarlo finanziariamente, fino alla sua morte. Nel 1939 si trasferisce con la madre nella città olandese di Arnhem, convinte di sfuggire all'occupazione nazista. Qui si dedicò per diversi anni all'arte della danza, frequentando il conservatorio dal '39 al '45. L'anno successivo al loro trasferimento, nel 1940, i nazisti invadono la città di Arnhem. L'allora Audrey Kathleen Ruston, decise di cambiarsi il nome - ritenuto pericolosamente troppo inglese - in Edda van Heemstra.Nel 1944 - dopo lo sbarco in Normandia - l'Olanda fu colpita dalla carestia dell'inverno 1944. L'occupazione nazista fu più feroce e brutale che mai. La popolazione olandese si vide confiscare tutti i beni alimentari, tanto che la gente moriva di fame e stenti per le strade. Quell'anno colpì anche la Hepburn, che sviluppò diversi problemi di salute. Problemi che l'avrebbero poi segnata per tutta la sua vita. L'anno successivo, il 1945, l'Olanda venne liberata. Audrey aveva 16 anni. Ricordando la liberazione - ad anni di distanza - l'attrice avrebbe detto: "l'incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà è qualcosa che si sente nell'aria. Per me, è stato il sentire i soldati parlare inglese, invece che tedesco e l'odore di vero tabacco che veniva dalle loro sigarette".Una volta eliminata la piaga nazista dal suolo olandese, la futura attrice riprese il nome Audrey, aggiungendo il cognome della nonna materna del padre, Katharine Hepburn.Nel 1948 inizia la carriera da attrice, sempre in Olanda, per una serie di documentari educativi: Nederlands in Sieben Lessen (L'olandese in 7 lezioni). Ma la grande opportunità per il cinema americano arriva solo nel 1952 - dopo che si fece conoscere nei teatri di Brodway come protagonista della commedia Gigi - grazie al provino per Vacanze romane, diretto da William Wyler. Proprio Wyler si oppose alla prima scelta della produzione - che voleva come protagonista Elizabeth Taylor - favorendo la Hepburn. Audrey divenne così la principessa Anna.Wyler motivò la sua scelta così: "All'inizio, recitò la scena del copione, poi si sentì qualcuno gridare 'Taglia!', ma le riprese in realtà continuarono. Lei si alzò dal letto e chiese, "Com'era? Sono andata bene?". Si accorse che tutti erano silenziosi e che le luci erano ancora accese. Improvvisamente, si rese conto che la cinepresa stava ancora girando... Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Inoltre era molto divertente. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, "È lei!".E videro giusto. Al termine delle riprese, il protagonista maschile, il celebre Gregory Peck, spinse la produzione a mettere in risalto il nome dell'attrice nei titoli. Spiegò la sua scelta ai giornali dell'epoca, dicendo: "Sono abbastanza intelligente da capire che questa ragazza vincerà l'Oscar nel suo primo film e sembrerò uno sciocco se il suo nome non è in cima, insieme al mio". Una predizione che si avverò. Il primo,
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