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Attesissima alla Berlinale la versione restaurata di "Metropolis"
Redazione
17 anni fa
La pellicola leggendaria di Fritz Lang, con l'aggiunta di 30 minuti, verrà presentata in occasione del 60° anniversario della kermesse tedesca

Il director's cut di "Metropolis", capolavoro di Fritz Lang del 1927, sarà presentato al 60° Festival di Berlino il 12 febbraio 2010 nella versione integrale restaurata dalla Friedrich-Wilhelm-Murnau Foundation. "Metropolis" già nel 2001, all'epoca di un primo restauro, è stato riconosciuto dall'UNESCO come parte della World Documentary Heritage. Tuttavia è stato solo nel 2008 con la sensazionale scoperta di un negativo 16 mm a Buenos Aires che il film è potuto tornare alla sua interezza con 30 minuti in più. Il direttore della Berlinale Dieter Kosslick ha commentato la scelta di proiettare il film al festival spiegando che "nessun altro film tedesco ha ispirato e influenzato la storia del cinema tedesco come Metropolis di Fritz Lang. Siamo onorati di poter presentare la versione originale proprio nel 60° anniversario della kermesse". La proiezione sarà accompagnata dalla colonna sonora originale di Gottfried Huppertz eseguita dal vivo dalla Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino diretta da Frank Strobel.  In "Metropolis" film muto del 1927 il regista austriaco, ipotizza un possibile 2026, esattamente 100 anni di distanza da quello di produzione del film, nel quale le divisioni classiste sembrano accentuarsi; negli sfavillanti grattacieli di Metropolis, infatti, vivono gli industriali, i manager, i ricchi e nel sottosuolo vivono gli operai confinati in un ghetto, di cui i ricchi sembrano neanche ricordarsi; il capo di tutto questo è l'imprenditore-dittatore John Fredersen (Alfred Abel), che vive in cima al grattacielo più alto, quello coi rostri come piste di atterraggio per aerei (abbastanza evidente è il richiamo al Chrysler Building di New York); suo figlio Freder (Gustav Frölich) vive in un irreale giardino dell'Eden, popolato da sensuali fanciulle. Improvvisamente irrompe nel giardino l'insegnante e veggente Maria (Brigitte Helm), accompagnata dai figli degli operai, che lo invita a guardare i "suoi fratelli". Freder rimane così colpito dalla visita di questa donna che decide di visitare il sottosuolo e immediatamente si rende conto delle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare gli operai, i quali anche se stremati non possono commettere il minimo errore pena l'esplosione della macchina di cui si occupano e la morte dei meno fortunati, evento a cui Freder assiste. Ancora in preda alle allucinazioni, dovute allo scoppio e ai fumi fuoriusciti, vede la macchina come un grande Moloch che ingoia le sue vittime umane (il riferimento è al film Cabiria, del 1914); sconvolto da tanto orrore e brutalità decide cambiare le cose. SKA

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