
Previsto, per questo inverno, l'arrivo dell'influenza australiana che, pare, quest'anno sarà nettamente più aggressiva. Questo quanto dicono gli esperti che si sono riuniti a Vilamoura (Portogallo) per la Terza Conferenza europea sull'influenza; questi avvertono che nei laboratori in Australia si sono confermati casi di influenza tre volte superiori, in quanto ad aggressività, rispetto ai 5 anni precedenti. La causa è determinata da una nuova variante del virus: l'A/Brisbane/10/2007 H3N2; ma niente paura, questo virus insieme ad altri due ceppi virali nuovi, l'A/Brisbane/59/2007 H1N1 e il B/Florida/4/2006, adranno a comporre la ricetta del vaccino contro l'influenza, dettata dall'Oms, per il 2008 - 2009. E il Dr. Giancarlo Icardi, resp. del Dipartimento di igiene dell'Università di Genova, a proposito del siero dice: "Pur non risultando in sè più contagiosi o virulenti, essendo completamente nuovi rispetto a quelli circolati nelle ultime stagioni, questi tre ceppi avranno con molta probabilità conseguenze dirette sull'epidemia influenzale che potrà rivelarsi più intensa di quelle di media entità delle ultime stagioni. Questo a causa della "novità immunologica" che questi tre ceppi rappresentano." E Bruno Lina, direttore del Centro nazionale per l'influenza di Lione, conferma la particolarità dell'influenza prevista quest'anno, aggiungendo la raccomandazione di conformarsi alle raccomandazioni sulla vaccinazione emanate dalle autorità sanitarie. Dalla conferenza di Vilamoura arriva anche la notizia che la prevenzione sulla pandemia avrà, tra i vari paesi europei, un differente programma; questo perchè diversi paesi europei sono ancora indietro sul fronte della prevenzione. A tal proposito il Dr. Angus Nicoll, del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), ha invitato a presenziare alla Terza Conferenza europea sull'influenza, al fine di mantenere alta l'attenzione, media e istituzioni. E l'esperto dice: "L'Europa sta lavorando per essere pronta ad un'eventuale emergenza pandemica e si sono fatti molti passi avanti, ma alcuni paesi rimangono indietro. La sfida sarà ora cercare di allineare le varie politiche nazionali con interventi coordinati e condivisione dei dati. Prepararsi a una pandemia è come correre una maratona: anche se hai già percorso 40Km, ma non riesci a coprire gli ultimi 2Km, hai fallito." E, al fine di tenere l'ontana questa pandemia, viene chiesto l'aiuto dei cittadini; come? Tramite la vaccinazione. Questa è raccomandata soprattutto alle categorie maggiormente a rischio, come: coloro che hanno superato i 65 anni di età; ai malati cronici; ai bambini di età superiore ai 6 mesi; agli studenti, che spesso frequentano luoghi molto affollati. Il periodo migliore per la vaccinazione va da circa metà ottobre a fine dicembre. Oltre alla vaccinazione si raccomandano le comuni regole igieniche, come lavarsi spesso le mani. La ricerca, atta ad offrire forme di vaccinazione sempre più efficaci, va comunque avanti; come conferma il Dr. Icardi: "Già nelle prossime stagioni nelle persone ad alto rischio il vaccino intramuscolare potrà essere sostituito con un vaccino intradermico. Questa modalità di somministrazione consente di diminuire la dose di antigene contenuta nel vaccino, ottenendo comunque una risposta anticorporale maggiore rispetto a quella della vaccinazione classica."
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