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Arriva J&J, che vaccino sarà?
Immagine Shutterstock
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Daniele Coroneo
5 anni fa
Alessandro Diana ci spiega il funzionamento del terzo vaccino omologato in Svizzera e le principali differenze con Pfizer e Moderna

Venerdì il farmacista cantonale ha annunciato l’arrivo, entro due settimane, di 5-6’000 dosi del vaccino di Johnson&Johnson. Questo preparato è il terzo vaccino omologato in Svizzera, ma la Confederazione non ne aveva mai acquistato una dose. J&J sarà fornito in priorità a chi ha un’allergia ai vaccini a mRNA. Quali sono le principali caratteristiche di questo siero e quali le differenze con Pfizer e Moderna? Abbiamo posto alcune domande al dottor Alessandro Diana.

“Johnson&Johnson – spiega Diana – fa parte dei vaccini vettoriali. Ciò significa che è contenuto un adenovirus che quando infetta le nostre cellule, provocando una banale infezione, dà l’informazione per produrre la proteina Spike. Se si vuole, si può dire che la tecnologia di J&J agisce “un livello prima” rispetto ai vaccini a mRNA: non è il messaggero che agisce direttamente nelle nostre cellule, ma è il DNA veicolato dall’adenovirus che si trasforma in messaggero”.

Si è detto che questo nuovo vaccino serve soprattutto ad aumentare l’estensione della campagna vaccinale, in quanto somministrabile a chi non può ricevere Pfizer e Moderna.
“È proprio l’indicazione principale di questo vaccino. È pensato per coloro che desiderano vaccinarsi, ma che presentano una controindicazione ai vaccini a mRNA”.

J&J viene somministrato all’estero con una sola dose. Sarà così anche in Svizzera?
“Anche in Svizzera è stato omologato a una sola dose. J&J è un vaccino molto efficace contro la variante Delta, con una protezione contro le complicazioni dell’ordine del 70-75%. È un dato inferiore rispetto ai vaccini a mRNA, che raggiunge l’88-90%. In ogni caso, il dato di Johnson&Johnson è ottimo”.

Come mai J&J arriva solo ora?
“La Confederazione si è dotata dei migliori vaccini contro il Covid: i vaccini a mRNA restano quelli più efficaci, anche contro le attuali varianti. Disponendo già dei migliori preparati, la Svizzera ha preferito distribuirli in priorità. Ci si è poi resi conto della presenza di alcune persone (comunque poche) che davvero non possono ricevere questi due vaccini. Per questo ci si è attivati per raggiungere queste persone con un vaccino a tecnologia diversa. Su perché questo sia avvenuto adesso e non prima, è effettivamente discutibile. Forse si è pure evitato di avere troppi vaccini in circolazione per creare confusione nella popolazione”.

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