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Appalti pubblici nei Grigioni: i frontalieri esultano
Appalti pubblici nei Grigioni: i frontalieri esultano
Appalti pubblici nei Grigioni: i frontalieri esultano
Redazione
7 anni fa
Con l'arrivo dei lavori nei Grigioni ci sarà un sensibile aumento di posti di lavoro anche per i lavoratori oltre confine

“Non sono state necessarie manifestazioni e minacce di sciopero, appelli comuni di sindacati e associazioni delle imprese e polemiche infinite fra le forze di governo, come avviene in Italia per lo sblocco dei cantieri richiesto a gran voce da tutte le categorie al governo. La nuova stagione di lavoro nei cantieri annunciata in marzo dal Cantone dei Grigioni sta facendo osservare risultati importanti per l’occupazione, in attesa di potere notare conseguenze positive anche sul fronte della viabilità”.

Inizia così un articolo pubblicato ieri su “La Provincia di Sondrio”, articolo che vuole lodare l’efficienza del governo grigionese nel settore dell’edilizia e che mette anche l’accento sui benefici economici ottenuti dagli abitanti delle regioni di confine. Infatti, tra i 2'500 collaboratori che si occupano della manutenzione stradale ed i 270 dipendenti dell’Ufficio tecnico dei Grigioni, molti di essi sono frontalieri valtellinesi e valchiavennaschi.

È stimato che quest’anno nel Canton Grigioni siano presenti 74 cantieri su strade cantonali e 96 sulle altre vie di collegamento, con benefici economici evidenti per tutta l’edilizia.

“Nonostante lo scandalo che ha coinvolto alcuni anni fa numerose aziende del settore, il Cantone ha investito ingenti risorse per sistemate le strade” ha dichiarato al quotidiano italiano Arno Russi, segretario della sede di St. Moritz del sindacato Unia. “Per le ditte della regione è un gran bel segnale, il governo agisce in modo efficace e lungimirante. Ogni semaforo vuol dire almeno una decina di operai al lavoro, questo determina un’influenza positiva sul settore. C’è lavoro per tutti in edilizia!”.

Queste influenze positive si riflettono poi su altri settori economici, per esempio quello del turismo: “In Alta Engadina, aggiunge Russi, negli ultimi mesi si è registrato un aumento dei pernottamenti dell’1.7%. Una piccola percentuale che in valori assoluti vuol dire una crescita importante. Si riparte con la giusta marcia dopo un recente futuro carico di preoccupazione”.

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