
La tragedia di Genova ha colpito molto l'opinione pubblica, sollevando la questione della manutenzione dei ponti italiani. Decine gli esempi in tutta Italia: uno di questi riguarda un ponte a pochi chilometri dal Ticino. Si tratta del ponte della SS394 tra Colmegna e Luino, dove ogni giorno transitano migliaia di frontalieri.
Sono decine le immagini sui social dove si mostra lo stato della struttura, a cui sono stati aggiunti dei sostegni. Necessari per mettere in sicurezza il ponte, non per attenuare le preoccupazioni dei cittadini, che chiedono se siano previsti lavori di manutenzione. Una richiesta raccolta, come riporta Luinonotizie, anche dall'attivista del Movimento 5 Stelle Giorgio Bosoni, che lamenta le mancate promesse di Anas, la quale aveva garantito lavori di manutenzione non ancora eseguiti.
"Basta varcare il confine elvetico per capire che da noi il concetto di bene pubblico non esiste, non è condiviso. - scrive Bosoni - Colgo l’occasione per segnalare un fatto che ha scosso la tranquillità dei luinesi, sulla scia emotiva determinata dal crollo del ponte Morandi a Genova. Dal 14 agosto (giorno dell’incidente, ndr), sui social si raccolgono segnalazioni di ponti e viadotti che in alcuni casi sono davvero incredibili, documentate con immagini e filmati che ottengono effetti esplosivi nella coscienza dell’osservatore. Uno di questi riguarda il viadotto che si trova tra Luino e la galleria di ingresso a Colmegna".
Una situazione che, spiega l'attivista pentastellato, è già nota alle autorità comunali e all'Anas: "La prima segnalazione è dello scorso anno. Allora il sindaco Pellicini subito chiese chiarimenti ad Anas, responsabile della tratta. La risposta fu che il ponteggio serviva per poter monitorare parti esterne della capriata, altrimenti inaccessibili dal piano viario. Le persone dotate di un minimo di esperienza in costruzioni e allestimento di ponteggi, commentarono da subito con sarcasmo ed incredulità la misura adottata dall’ente, per altro riferendosi esclusivamente al ponteggio".
"L’aspetto più macroscopico che invece le immagini ancora oggi certificano è come al solito l’incuria, la carente manutenzione che sta corrodendo in modo lento le carpenterie metalliche, come le parti più esterne, dalla base dei pilastri. Inoltre le gabbie in rete metallica e pietre, strutture di contenimento alla base, sono decomposte o mancanti. Anas certifica la stabilità e la sicurezza del ponte, ma le evidenti carenze manutentive implicheranno costi molto maggiori per riparare la struttura, rispetto a quanto costerebbe una minima manutenzione costante. La scusa che viene regolarmente addotta è la mancanza di fondi, la carenza di organico e il regolamento degli appalti che è farraginoso e di lenta applicazione. Per cui niente è previsto nell’immediato. E anche i luinesi incrociano le dita", commenta amaramente Bosoni.
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