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Analisi sangue svela cellule tumorali
Redazione
16 anni fa
Tumori, basterà un'analisi del sangue per scoprire la presenza di cellule tumorali metastatiche

Basta una semplice analisi del sangue per scoprire la presenza delle cellule tumorali metastatiche circolanti nel sangue e valutare l'andamento del cancro. I test, effettuati al Policlinico Umberto I pongono l'università La Sapienza di Roma come centro d'avanguardia per lo studio di alcuni tumori solidi quali i tumori mammari, al colon, e alla prostata."Grazie ad un nuovo macchinario, denominato CellSearch VERIDEX - spiegano i direttori delle oncologie del Policlinico Umberto I Luigi Frati e Enrico Cortesi - siamo in grado di contare il numero di cellule tumorali metastatiche circolanti nel sangue e di effettuare una prognosi sull'evoluzione dell'andamento della malattia in tempi molto più veloci rispetto alla diagnostica standard cioé Pet e Tac"."Per l'esame - aggiunge Paola Gazzaniga responsabile del progetto Cellule Tumorali Circolanti - basta un banale prelievo di sangue".Il metodo è stato validato dal premio Niobel Xur Hausen che ha messo a punto le analisi per eseguire l'esame con il macchinario progettato negli Usa. In America l'Fda ha già approvato da tempo l'utilizzo dello strumento per valutare la prognosi del cancro alla mammella, al colon e alla prostata in caso di metastasi."Attualmente - dice Frati - al test, che è attivo da giugno, hanno accesso solo i pazienti ricoverati presso l'ospedale romano. Il macchinario è uno solo e abbiamo necessità di avere i risultati in tempi strettissimi in modo da programmare la terapia più appropriata il prima possibile".L'obiettivo però è di consentire l'accesso anche ai malati esterni. "Stiamo firmando l'intesa - continua - con la Regione Lazio sulla sanità. La Commissione tecnica ha già concluso i lavori. Abbiamo già l'unità di laboratorio funzionale di oncologia molecolare e cellulare e questa va inserita negli allegati del protocollo d'intesa affinché al nuovo test possano accedere tutti".Ma le novità sullo studio dei tumori non finiscono qui. "Oltre al nuovo macchinario in grado di refertare l'aggressività del tumore - continua Gazzaniga - stiamo portando avanti un altro test per lo studio dei tumori metastatici che però è ancora in fase sperimentale".Il punto di partenza è sempre l'esame del sangue. Questa volta però le cellule maligne rilevate vengono studiate per valutare a quali farmaci antitumorali siano sensibili ed analizzare l'eventuale presenza di cellule staminali, indice dell'aggressività della malattia."L'obiettivo - afferma Gazzaniga - è somministrare farmaci mirati in modo di curare o per lo meno bloccare la progressione della malattia".La sperimentazione, partita due anni e mezzo fa, ha coinvolto circa 300 pazienti e "per il momento - conclude Cortesi - la percezione sui risultati ottenuti è molto positiva".Nuova strategia anti-tumore dagli Usa - Intanto, un’equipe di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, guidati dal professor Niles Pierce, stanno studiando un sistema che potrebbe portare alla cura di diverse tipologie di tumore. Gli scienziati avrebbero infatti trovato il modo di progettare delle molecole capaci di istigare le cellule malate al suicidio. Secondo gli esperti le molecole in questione sono in grado di convincere le cellule tumorali ad autodistruggersi senza però danneggiare le cellule sane. La nuova strategia anti-tumore, al momento testata con successo soltanto su cellule coltivate in laboratorio, potrebbe in futuro portare a terapie oncologiche mirate. Le molecole proposte dal Caltech, ribattezzate “conditional small Rna”, risultano in grado di riconoscere specifiche mutazioni geniche. La strada da percorrere è tutt’altro che in discesa. Secondo Pierce e colleghi, infatti, “saranno necessari altri anni di lavoro per capire se questo tipo di approccio possa essere impiegato o meno nei pazienti”.La lotta ai tumori risulta ancora lunga ma, secondo

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