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Alzheimer: maggiore il rischio per le donne
Redazione
18 anni fa
Recentemente è stato scoperto che ammalarsi di Alzheimer potrebbe, tra le altre cose, dipendere anche dal sesso

Recentemente è stato scoperto che ammalarsi di Alzheimer potrebbe, tra le altre cose, dipendere anche dal sesso.La ricerca, svolta al Mayo Clinic College of Medicine di Jacksonville (Florida, USA), ha rilevato che la grave forma di demenza potrebbe essere determinata da un particolare gene presente sul cromosoma X femminile.I risultati della ricerca coordinata dal Dr. Steven Jounkin è stata pubblicata sulla rivista "Nature Genetics".Il team di scienziati ha svolto l'indagine genetica su un gruppo di persone malate di Alzheimer; è stato così scoperto che una particolare variante del gene PCDH11X (presente unicamente sul cromosoma X) porta ad un aumento del rischio di contrarre la grave malattia da parte delle signore.Ma perché questo rischio è maggiore per le donne? La risposta è che le donne, a differenza dell'uomo, presentano due cromosomi X, e non uno solo.Il gene PCDH11X: serve a controllare la proteina protocaderina, una molecola atta a consentire la comunicazione delle cellule del sistema nervoso centrale.In passato si era già constatata l'esistenza di un particolare enzima, presente solo in determinate forme di Alzheimer, capace di danneggiare la protocaderina; ciò determina una minore trasmissione di messaggi tra un neurone e l'altro.La mutazione del gene PCDH11X porta un aumento del rischio di contrarre questa terribile infezione, oltre a diminuire, come nel caso dell'enzima, la comunicabilità tra neuroni.Vari sono i fattori che portano all'insorgenza della malattia, conta ad esempio l'età e lo stile di vita cui ci abituiamo; ma, come si è già osservato, anche il fattore genetico incide molto.Principale imputata è la variabile di un altro gene, ovvero il gene Apoe; ora, il Dr. Jounkin, sostiene che i geni responsabili sarebbero diversi, compreso il PCDH11X.Per svolgere la ricerca gli scienziati hanno diviso il gruppo di persone malate di Alzheimer in uomini e donne, da qui hanno analizzato l'incidenza della malattia stessa rilevando che nel gruppo composto da donne era proprio la variante del gene PCDH11X a causare un maggiore sviluppo dell'infezione neurodegenerativa.Ora, grazie a questa scoperta, potrebbe essere possibile studiare e sviluppare delle terapie geniche da affiancare a quelle tradizionali; ciò potrebbe limitare il rischio di insorgenza dell'Alzheimer ma, soprattutto, potrebbe limitare i danni una volta che questa si è manifestata.

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