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Allarmante l'aumento di anoressia tra i giovani
Redazione
18 anni fa
Dall’Italia arriva un dato allarmante: nel solo Lazio, 2200 persone soffrono attualmente di anoressia

Dall’Italia arriva un dato allarmante: nel solo Lazio, 2200 persone soffrono attualmente di anoressia. Su 2200, il 95% sono ragazze di età compresa tra 14 e 18 anni; ma la fascia di età in cui il disturbo può manifestarsi va dai 12 fino ai 30 anni. Un fenomeno che dilaga senza frontiere e che, purtroppo, è in costante aumento. Che cos’è l’anoressia? E’ un disturbo mentale che ha risvolti fisici e relazionali. Anoressia deriva dal greco “anorexia”, ovvero “mancanza di desiderio o di appetito”. La persona anoressica si rifiuta di mangiare, nonostante lo desideri intensamente; l’anoressico vuole tenere sotto controllo l’alimentazione con lo scopo di raggiungere quella forma fisica ritenuta ideale, che raggiunge, nei casi peggiori supera, il limite della sopravvivenza. E quando il controllo alimentare decade, l’anoressia si tramuta in bulimia (l’atto di abbuffarsi di cibo per poi eliminarlo tramite vomito, uso di lassativi o tramite un’intensa attività fisica). Quando si è affetti da anoressia? Vi sono quattro principali sintomi atti a diagnosticare l’anoressia a livello medico, e sono: 1. una severa perdita di peso che porta il soggetto a una magrezza estrema e il rifiuto della stessa a mantenere il peso al di sopra della soglia minima ritenuta accettabile (per calcolarla è sufficiente utilizzare le tabelle stilate dall’OMS, reperibili su internet); 2. la paura da parte del soggetto di ingrassare, anche se vi è la presenza di un evidente sottopeso; 3. una distorta percezione del proprio peso e aspetto (l’anoressico non è soddisfatto del proprio peso e del proprio aspetto); l’autostima dell’anoressico è basata sulle variazioni della bilancia, bastano pochi grammi in più per provocare frustrazione; 4. l’ultima causa è caratterizzata per le donne da amenorrea (mancanza del ciclo mestruale da almeno tre mesi); per gli uomini da perdita di interesse sessuale e impotenza. Ma quali sono le cause di questo terribile disturbo? La causa più importante è caratterizzata da fattori socioculturali: la magrezza è esaltata da tutti i mezzi di comunicazione, basti pensare alle diete proposte da riviste (ad esempio di gossip), a tutte le pubblicità inerenti quei prodotti atti a dimagrire e alle modelle che vengono proposte quali ideali di bellezza e, soprattutto, di successo. Molte volte, infatti, si scopre, sentendo i racconti di persone affette da anoressia, che l’insorgenza del disturbo alimentare è dovuta proprio all’inizio di una dieta per imitare qualcuno o per sentirsi più in forma. Ai fattori socioculturali si aggiungono poi i fattori individuali, come: bassa autostima, profonde insicurezze e paura di non poter essere accettati dagli altri per ciò che si è. E così si arriva a credere che la magrezza sia l’unico rifugio dietro il quale nascondere le proprie debolezze, nonché l’unico modo per essere giudicati in maniera positiva dal prossimo. Un’altra causa è caratterizzata invece dall’adolescenza, il giovane adotta inconsciamente il disturbo al fine di comunicare il proprio disagio di crescere, quindi di dover affrontare il passaggio infanzia – adolescenza o il passaggio adolescenza – adulto/a. Infatti, tenere l’alimentazione e il peso sotto controllo, procura all’anoressico una sensazione di successo personale, di autonomia e di orgoglio, nonché un aumento dell’autostima. Vi è poi la causa familiare, l’anoressico cerca di canalizzare su di sé l’attenzione dei genitori al fine di risolvere dei conflitti di coppia piuttosto che delle situazioni familiari difficili. L’anoressia è dunque la proiezione delle emozioni, delle ferite, delle delusioni, delle inadeguatezze; il corpo e il cibo diventano così dei simboli atti a comunicare il proprio mondo interno. Nonostante quanto riportato sopra, é importante che la famiglia di una persona anoressica non venga colpevolizzata e che anzi venga vista come quello che effettivamente è:

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