
Nella serata amarcord dell'Ariston - che ha incoronato "Se telefonando" di Mina reinterpretata da Nek - non sono mancate risate e ospitate folkloristiche, in ottemperenza allo stile sanremese: altro che "sono solo canzonette"...
I comici genovesi Luca e Paolo hanno confezionato la parodia delle unioni gay, tanto per dimostrarsi al passo coi tempi.
Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero detto "Er Viperetta" ha invece... riletto al microfono "Vita spericolata" di Vasco Rossi, e ha consegnato a Carlo Conti la maglietta personalizzata col numero "10" e la scritta "Conti-Tv".
Nella sera delle cover e della celebrazione del tempo canoro che fu, sono sbarcati all'Ariston anche gli Spandau Ballet.
Se la gara dei big si fermava, quella delle nuove proposte no: altri due giovani approdano alle semifinali e sono Giovanni Caccamo, che si qualifica grazie un brano più sanremese di quello della più impegnata canzone dell'avversaria Serena Brancale, e Amara, che ha "sconfitto" la più sbarazzina Rakele.
Tra le esibizioni sulle cover, Nina Zilli ha puntato davvero sul cantante e sul brano giusti per lei. Reinterpretando "Se bruciasse la città" di Massimo Ranieri ha infatti infiammato l'Ariston: che verve!
Tra gli artisti omaggiati, Luigi Tenco è stato protagonista con due canzoni: "Ciao, amore ciao" (Bianca Atzei) e "Vedrai, vedrai" (Gianluca Grignani).
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