
Coloro che soffrono di intolleranze per lunghi periodi di tempo (mesi o addirittura anni) senza averne mai scoperto le cause, probabilmente hanno l'organismo intasato da un eccesso di cibi sgraditi al proprio metabolismo.A questi è consigliato, prima ancora dell'eliminazione dei cibi sospetti tramite dieta a rotazione, concentrarsi sulla depurazione degli organi coinvolti nelle intolleranze: fegato, intestino, stomaco e sistema immunitario.Ogni organo sopra elencato è sensibile ad una serie di alimenti, e reagisce manifestando il proprio disagio di conseguenza.Prima di passare ai vari organi, è bene aprire una parentesi sulle intolleranze; bisogna porsi principalmente due domande: quali alimenti mi provocano disturbi? E dopo quanto tempo dall'assunzione degli stessi? Si perché se è di intolleranza che parliamo, bisogna sapere che questa non si manifesta subito, bensì dopo un lasso di tempo che varia dalle 12 alle 24 ore.Detta sopraccitata premessa, ecco quali organi vengono colpiti e quali alimenti possono essere la causa di fastidio:Fegato e cute: la sofferenza epatica viene evidenziata da, cattiva digestione, amaro in bocca, dermatiti, male alla parte destra dell'addome, indebolimento di unghie e capelli, ingrigimento della cute. Per depurare il fegato occorre ridurre i cibi troppo grassi (come salumi, formaggi stagionati, burro, spezie, caffè e alcool) per un periodo che varia da uno a due mesi.Stomaco: quest'organo può risultare affaticato se si digerisce male, se si soffre di acidità o di sonnolenza postprandiale. In questo caso è bene evitare i cibi troppo saporiti e ricchi di sale, ridurre il consumo di carni rosse e di intingoli, evitare l'abuso di alcolici, ridurre o evitare la frutta secca e la cioccolata ed evitare alimenti acidi come, ad esempio, il pomodoro.Intestino: quando si parla di disbiosi intestinale ci si riferisce ad una condizione in cui viene alterata la flora batterica intestinale. Questo può provocare la carenza della vitamina B 12 con conseguenze quali: insonnia, malumore e depressione. Altri problemi possono manifestarsi come: intestino irritabile, meteorismo, emorroidi, malattie della pelle, mal di testa, sindrome della stanchezza cronica, obesità o sovrappeso. Bisogna anche dire che la disbiosi intestinale sta alla base di tutte le intolleranze alimentari, queste finiscono con l'indebolire i batteri intestinali (quelli buoni). Onde depurare l'intestino è bene passare da un'alimentazione inadeguata ad un'alimentazione adeguata: ridurre o eliminare cibi ricchi di grassi (carni grasse, formaggi e burro); ridurre anche i carboidrati semplici (pasta e pane prodotti con farine raffinate). Anche l'assunzione di antibiotici potrebbe causare disbiosi intestinale, in questo caso parlarne con il proprio medico (mai, in nessun caso, diminuire o smettere di prendere antibiotici senza consulto medico). Insomma, per sopperire al problema è importante ridurre l'apporto di grassi, di proteine, di zucchero e relativi prodotti che lo contengono. Eliminare, se individuato, l'alimento causante intolleranza.Cervello: in caso di improvvisi disturbi dell'umore, di insonnia, cali di memoria e scarsa concentrazione, potremmo trovarci di fronte ad un primo segnale di intolleranza alimentare; questo è dovuto al fatto che il sistema nervoso viene tartassato da un eccessivo carico di stress. Al fine di depurare i tessuti cerebrali (i quali una volta distrutti sono irrecuperabili) è indispensabile ridurre se non eliminare del tutto l'alcool, il caffè e lo zucchero bianco. Tutti e tre gli alimenti creano assuefazione provocando dipendenza.Tratto da Italiasalute, articolo della dietista Mariagnese Torrisi
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