
di Americo Bottani
Grazie ad una gara interpretata nel migliore dei modi, la 31enne zurighese Jeannine Gmelin ha raggiunto la finale che vale il titolo olimpico. Un obiettivo che, alla vigilia della semifinale sembrava molto difficile da raggiungere vista la terribile concorrenza. Contrariamente alle due precedenti esibizioni, la Gmelin è partita subito di gran carriera, ciò che ha sorpreso pressoché tutte le avversarie. Al passaggio dei 1000 metri la zurighese vanta ancora un buon margine sulla russa Hanna Prakatsen, campionessa europea quest’anno a Varese, grande favorita per il titolo e la cinese Yan Jiang. Più lontane l’olandese Anna Sarah Sophie Souwer e l’irlandese Sanita Puspure, campionessa mondiale 2019 a Linz e la greca Anneta Kyridou. Posizione immutate ai 1500, poi la Prakatsen aumenta la cadenza ciò che le consente di mettere la punta davanti alla rossocrociata, vantaggio che mantiene fino al traguardo. La Gmelin riesce a contenere il veemente ritorno della cinese. Le tre atlete si ritroveranno domani mattina (ore 2.33 in Svizzera), unitamente alla neozelandese Emma Twigg, alla britannica Victoria Thornely e all’austriaca Magdalena Lobnig, classificatesi nell’ordine nella seconda semifinale.
In mattinata si è disputata la finale B del doppio leggero femminile che ha visto il successo dell’armo rossocrociato formato da Frédérique Rol e Patricia Merz che equivale al 7° rango assoluto nella gerarchia dei valori mondiali. Ieri, il doppio maschile di Barnabé Delarze e Roman Röösli ha chiuso al quinto rango in una finale dominata dai francesi Hugo Boucheron e Mathieu Androdias. Nella finale B, 3° rango per il quattro senza rossocrociato di Andrin Gulich, Joel Schürch, Markus Kessler r Paul Jacquot.
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