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A John Woo il Leone d'Oro alla carriera
Redazione
17 anni fa
Il regista, produttore, autore di vidroduttore, autore di videeogiochi e di romanzi a fumetti, Woo ha rinnovato dalle fondamenta, portandolo alla più estrema stilizzazione il film d’azione

Venezia incorona il regista di Hong Kong che ha sedotto Hollywood. E' il regista e produttore asiatico-hollywoodiano John Woo il Leone d’oro alla carriera della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica , in programam dal 1° all'11 settembre 2010.

Lo ha deciso il Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Marco Müller. Il riconoscimento premia un cineasta che negli ultimi decenni, con la sua rivoluzionaria concezione della messa in scena e del montaggio, ha rinnovato dalle fondamenta, portandolo alla più estrema stilizzazione il film d’azione, in Asia (con titoli come "A Better Tomorrow", 1986; "The Killer", 1989; "Bullet in the Head", 1990; "Hard Boiled", 1991; il recente kolossal "La battaglia dei tre regni"), ed a Hollywood (tre film fra tutti: "Face/Off", 1997; "Mission Impossible 2", 2000; "Windtalkers", 2002).

Nei suoi capolavori gangsteristici e bellici, Woo ha saputo miscelare una violenza esasperata e una carica poetica e romantica, sostenuta da una tensione quanto mai personale ed energica, vicina all’allucinazione.

Nato a Guangzhou, in Cina, nel 1946, in una famiglia poverissima che si trasferisce a Hong Kong quando lui aveva solo 4 anni, Woo è educato nel luterano Matteo Ricci College grazie al sostegno di una famiglia americana che lo adotta a distanza. Come dire che nel suo destino era già scritto l’intreccio tra due mondi. Il suo vero nome è Wu Yu-sen che in cinese significa universo e forza, quando ne ha voluto uno inglese ha scelto John pensando a Giovanni Battista. Dopo aver frequentato la palestra del nuovo cinema di Hong Kong, Woo arriva a Hollywood, sedotto dalla sua passione per il cinema di Truffaut, Peckinpah, Leone, Scorsese.  

Laconico, sorridente, quieto almeno quanto i suoi film sono scatenati, John Woo annovera tra i fan gli autori di cui si sente allievo:  da Martin Scorsese a Olivier Assayas, da Jonathan Demme a John Landis, da Sam Raimi a Quentin Tarantino. 

Per Woo si tratta del quarto ritorno alla Mostra di Venezia. Nel 2004 era stato il 'padrino' della "Storia segreta del cinema asiatico". Nel 2006 era regista di uno degli episodi di "All the Invisible Children", film fuori concorso. Nel 2007 era tornato in vesti di produttore di "Blood Brothers", lungometraggio d'esordio di Alexi Tan, film di chiusura della 64esima Mostra.

Un suo segno distintivo è la colomba, simbolo di pace e di amore: «Quando i miei personaggi muoiono arriva la colomba, è l’anima che va via».  

"Un film commerciale non corrisponde necessariamente a un film di qualità bassa" John Woo

SKA

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