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A Cipro creato l'Euro di serie B
Redazione
13 anni fa
L'euro di Cipro è infatti diverso dagli altri a causa delle limitazioni sui capitali depositati presso le banche dell'isola

Il pacchetto di salvataggio di Cipro segna l’inizio del processo di disgregazione dell’euro. Infatti l’Unione Europea, dopo aver abolito il principio dell’intangibilità dei titoli statali con la ristrutturazione del debito greco, ha ora intaccato anche la sicurezza dei soldi depositati presso una banca da parte di investitori e risparmiatori. Infatti anche se sono stati esentati i risparmi sopra i 100mila euro (come era stato proposto in un primo momento), i depositi superiori a questa cifra subiranno una vera e propria tosatura, che in alcuni casi arriverà fino al 30%. Non solo, con queste misure si è creato un euro di serie B, quello di Cipro, dove risparmiatori e investitori vedono severamente limitate le possibilità di prelievo e di trasferimento dei loro capitali per evitarne una fuga che rimetterebbe immediatamente in crisi quel che resta del sistema bancario cipriota. In altre parole, l’euro depositato in una banca di Cipro è diverso da un euro depositato presso la banca di un altro Paese che continua a godere di una libertà di prelievo e di trasferimento illimitata. Le conseguenze di questi provvedimenti sugli altri Paesi europei in difficoltà non sono destinati ad essere immediati, ma è probabile che se la crisi di un altro Paese europeo dovesse aggravarsi i risparmiatori e gli investitori ammaestrati dall’esempio di Cipro tenderanno a prelevare o a trasferire i loro capitali aggravando la crisi del Paese in questione. Non è nemmeno vero che i contribuenti di Cipro siano stati esentati dal costo del salvataggio delle banche dell’isola. Infatti i 10 miliardi di euro, che concederà a Nicosia il Fondo europeo di stabilità, faranno lievitare deficit e debito pubblico dell’isola. Inoltre il piano prevede severe misure di austerità per ridurre il debito pubblico dell’isola. E’ facilmente prevedibile che l’economia cipriota, basata sul turismo e soprattutto sulle attività finanziarie, difficilmente si riprenderà da questa mazzata. Il sistema bancario subirà un deflusso continuo di fondi, che rischia di diventare una “fiumana” non appena verranno abolite le limitazioni su prelievi e movimenti di capitali, e quindi rischia ben presto di ritrovarsi in ginocchio. D’altro canto, la piazza finanziaria cipriota è destinata a subire un tracollo che inciderà sulle prospettive economiche del Paese. Dunque, di nuovo si è messo un cerotto che terrà per poco tempo e che non mancherà di manifestare effetti perversi sugli altri Paesi deboli europei. Infatti la crisi di Cipro è il prodotto secondario della crisi greca e del suo piano di salvataggio. Il dissesto delle banche cipriote è infatti dovuto alle perdite accumulate a causa della ristrutturazione del debito greco e della crescita delle sofferenze delle attività bancarie in Grecia. In totale, le perdite dovute alla Grecia vengono stimate attorno ai 4,5 miliardi di euro. Quindi il contagio della Grecia ha travolto Cipro. E’ ora probabile che il contagio cipriota acceleri i tempi del dissesto di altri Paesi e in primo luogo della Slovenia, che presto si presenterà a Bruxelles per chiedere consistenti aiuti per salvare un sistema bancario prossimo al tracollo. Insomma, ogni crisi ne produce un’altra senza riuscire a risolvere o a porre le basi per una soluzione dei problemi all’origine della crisi. L’aspetto più importante della crisi Cipro è comunque un altro: la crisi dell’euro si è riaperta dopo un periodo di bonaccia provocato dalle rassicurazioni della Banca centrale europea che ha assicurato di essere disposta ad utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per salvare la moneta unica europea. La crisi di Cipro segna inoltre l’inizio di un euro a due velocità: l’euro cipriota è e sarà diverso dagli euro degli altri Paesi, poiché è limitato nei prelievi e nelle possibilità di trasferimento. In pratica è un euro di Serie B. Inoltre la crisi di Cipro ha chiarito che i capitali depositati presso le banche da risparmiatori e investitori non sono sicuri, ma potrebbero essere tosati per realizzare operazioni di salvatagg

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