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A cinque anni e mezzo non sanno leggere ma usano il pc
Redazione
12 anni fa
Qualcuno a meno di 12 anni ha già creato un'applicazione. Dal racconto di un corso informatico per bambini ci si chiede: sempe più piccoli geni del computer?

Gioventù e tecnologia, un binomio che si fa sempre più stretto e di cui si discute spesso: un bene o un male?

Se quello fra i ragazzi e il pc è un rapporto attivo e non passivo, certamente è un fattore positivo. Non ha dubbi Cristina Giotto della Ated-ICT Ticino, scuola di tecnologie e comunicazione, e lo esprime raccontando di un corso svoltosi sabato per allievi fra i 6 e i 12 anni.

Ragazzi che, a volte, “ non arrivano neanche a poggiare i piedi per terra, che non sanno ancora scrivere ma sanno digitare al computer, e soprattutto discutono tra loro di linguaggi di programmazione”. Ciascuno con il proprio pc e tanta voglia di imparare: il più piccino ha solo 5 anni e mezzo, non ancora l’età per andare in prima elementare, e altri hanno già sviluppato la loro prima applicazione. Incredibile pensare a quanto precoce sia oggi, da quanto si evince da questo resoconto, l’uso del pc.

Piccoli geni o bambini comuni? Probabilmente, bambini comuni che col computer sanno fare quello che molti adulti non hanno mai appreso, dunque a loro modo piccoli geni.

Cristina Giotto poi si sofferma proprio sugli adulti: chi sono, si chiede, i genitori di queste piccole menti tecnologiche? Non per forza sanno utilizzare a loro volta il pc, ma sono “gente coraggiosa, che non ha paura delle novità, che ha il coraggio di offrire le possibilità ai propri figli di camminare da soli, la capacità e la voglia di renderli indipendenti”, persone che “sviluppano la cultura, l’informazione, la curiosità nella conoscenza e soprattutto il diritto di scegliere”. La possibilità di scegliere se essere piccoli geni, sotto la guida di mentor.

Un corso come ce ne saranno, si presume, altri. Da svolgere in una mattina di pioggia, intervallato da una merenda, perché in fondo si sta sempre parlando di bambini. Piccolini che vivono in simbiosi coi loro pc: il futuro sfornerà giovanissime menti sempre più abili e tecnologiche? Difficile prevedere il contrario.

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