
Domani avrebbe spento ben 100 candeline e lo avrebbe fatto sfoggiando la sciarpa del suo amato Genoa: lui è Frank Sinatra - una vita da romanzo anche a tinte noir - che ha consegnato alla storia della musica il mitico "My way".
Un duro col vizio delle belle donne, il cantante italoamericano non fu mai condannato, ma era sospettato di collusione con la malavita: lo chiamavano "l'amico dei mafiosi". Un'ombra, questa, che ancora ne accompagna e offusca il mito, anche se mai davvero.
Amava anche il calcio e fece sensazione la scoperta - risalente ormai al lontano 2008 - che si fece seppellire con la cravatta del suo amato Genoa. Nell'autunno di quell'anno, proprio i rossoblù genovesi giocarono un'amichevole contro il Bellinzona al Comunale. Simpatico siparietto tra l'allora inviato del Corriere del Ticino Enrico Lafranchi e il tecnico genoano Giampiero Gasperini. Il buon Enrico lo incalzò: "Mister, la Gazzetta dello Sport ha rivelato che Sinatra era un vostro grandissimo tifoso". E il "Gasp": "Fa piacere che un personaggio simile fosse genoano".
Red./CaSco
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