
Ipotizzate, all'interno della nostra galassia, dieci miliardi di nuove Terre.Questa la stima dell'astrofisico americano Alan Boss, della Carnegie Insitution di Washington, relativa alle potenziali "culle della vita spaziali"; la stima si basa sulle ultime scoperte, da parte di telescopi "last generation", relative agli esopianeti.Boss, che ha scritto il libro bestseller "The Crowded Universe" (Universo affollato) è ottimista riguardo alle nuove Terre, infatti se ci si limita ai 10 miliardi di pianeti ipotizzati in una sola galassia, la nostra, pensate quanti ce ne potrebbero essere nelle 100 miliardi che compongono l'universo.In pratica si potrebbe trovare una miriade di pianeti aventi caratteristiche simili a quelle della nostra Terra: un'orbita precisa intorno ad una stella gialla (come il nostro sole); aventi strati di crosta solida, acqua e atmosfera; aventi tutte quelle caratteristiche, insomma, atte a determinare l'evoluzione della vita.Andiamo ora a vedere quali sono gli elementi che hanno portato Boss, e tanti altri astrofisici, a determinare la scoperta.Grazie alla costante caccia, che dura da circa 15 anni, di esopianeti da parte di potentissimi telescopi, terrestri e spaziali, si sono scoperti oltre 300 mondi planetari che gli esperti hanno suddiviso in tre grandi gruppi: i giganti gassosi, come Giove; i giganti di ghiaccio, come Nettuno; le super-Terre, ovvero pianeti simili alla Terra ma nettamente più grandi.Da qui è partita la teoria secondo la quale ogni Sole, durante le varie fasi che ne determinano la formazione, ha dato vita ad un accrescimento planetario che si è potuto formare attraverso gas e polveri cui si sono successivamente aggregati, causa la gravità, piccoli e grandi pianeti.Attualmente, tramite i telescopi, è possibile scorgere solo le super-Terre più grandi ma, stando a Boss e ad altri astrofisici, accanto ad essi ve ne sarebbero di più piccole, delle vere e proprie gemelle della Terra sulla quale viviamo.Prima di poter constatare l'effettiva esistenza di questi piccoli astri dovremo attendere qualche anno, cioè quando i telescopi saranno abbastanza potenti da poterli individuare e mettere a fuoco.La statistica di Boss si basa sul fatto che circa il 10% delle stelle di una galassia è dotato di Terre, da questo dato si è dunque giunti a calcolare le suddette 10 miliardi di neo-Terre.A verifica delle affermazioni di Boss, il 5 marzo 2009 verrà lanciato il telescopio spaziale di ultimissima generazione "Kepler" (nella foto).Il telescopio "Kepler" ha un metro di diametro e potrebbe scoprire ed individuare i vari pianeti, compresi i più piccoli, che orbitano intorno a stelle lontane.Quando le nuove Terre saranno scovate e identificate, gli studiosi dovranno analizzarne le caratteristiche al fine di stabilirne le condizioni ambientali.Naturalmente, nonostante le Terre ipotizzate siano 10 miliardi, non significa che tutti questi pianeti possano sviluppare o ospitare la vita; questo dipende dall'evoluzione della materia degli stessi.Nella gallery: una foto da satellite del pianeta "Fomalhaut b" ed una ricostruzione dello stesso mentre ruota intorno alla sua stella.
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