
Giocare a 10 anni con le barbie. Impresa impossibile oggi nel mondo dei figli dei VIP o sotto i riflettori. Ed ecco quindi che scoppiano scandali e momenti di panico e sgomento, in difesa di tutte quelle bimbe che come unica colpa hanno quella di essere “figlia di…” e di accusarne gli effetti del successo. Con pro e contro.
Nessuno ha voglia di generalizzare, ma da qualche tempo non si fa che parlarne: bambine dagli otto ai dieci anni, sulle copertine di importanti riviste di moda, o promotrici di sexy lingerie.
Tacchi a spillo, abiti stringati, ciglia finte e un trucco da dive. Ricoperte d’oro, di perle o pietre preziose, e per completare il quadro – già di per se molto triste – ambientazioni hot con divani maculati. Top model in tenera età. Visini di porcellana che con naturalezza assumono pose sensuali davanti un obiettivo.
Thylane Blondeau è una di loro: lei di anni ne ha solo dieci ma è già una delle modelle maggiormente ricercate dalle Maison più importanti a livello internazionale. Figlia dell’ex calciatore francese Patrick Blondeau e della presentatrice Veronika Loubry, la piccola ha da sempre vissuto sotto i riflettori dove ha imparato ad ammiccare davanti ad una macchina fotografica, ostentando la sua bellezza.
E come se non bastasse, in Francia un’azienda ha invece realizzato una linea di intimo versione “baby”, con modelle in pose sexy che non arrivano neanche ai dieci anni; sul web si inizia a gridare allo scandalo, si è perso il conto della gente che si definisce indignata, e lo spot è già stato segnalato al Giurì per la Pubblicità.
Quante sono le bambine che oggi riescono a vivere la propria infanzia “da ragazzine” quali in realtà sono?? Altro che jeans, converse e t-shirt colorate: Thylane opta per decolleté dai tacchi vertiginosi, acconciature pompose e gioielleria d’alto artigianato. Tante le polemiche scoppiate quando la bambina ha messo on-line, sul suo profilo facebook – da poco chiuso dalla madre – alcuni scatti in cui lei posava a petto nudo.
Ragazzine milionarie lasciate in pasto agli avvoltoi della moda e quasi per nulla tutelate. Ma la colpa, come sempre in questi casi, non è certamente la loro.
Qualcuno restituisca a chi di dovere il senno, oltre che una manciata di buon senso.AF
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