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L'intervista
Alla ricerca del problema bianconero con Chris McSorley
Redazione
4 anni fa
Ai microfoni di Ticinonews Chris McSorley apre ad un'intervista in cui espone le sue idee sulla situazione problematica in casa Lugano. Spazio anche al suo pensiero su Luca Gianinazzi.

A una decina di giorni dal suo esonero, Chris McSorley ha parlato ai microfoni di Ticinonews. L'allenatore canadese ha ripercorso gli ultimi momenti della sua avventura al Lugano parlando della situazione in spogliatoio, delle sue responsabilità e del futuro bianconero con Luca Gianinazzi. 

Lo spogliatoio bianconero

Il brutto periodo che sta vivendo il Lugano non è colpa di un singolo giocatore. Secondo il tecnico canadese "ci sono sempre molte ragioni da cercare all'interno dello spogliatoio" e "non si può puntare il dito contro un giocatore". McSorley fa riferimento ad Arcobello: l'attaccante del Lugano non rende quanto ci si sarebbe aspettati, ma il suo attuale stato di forma non è riconducibile ad un solo fattore. "Ci sono elementi che rendono e altri che non rendono", ribadisce McSorley e "chi gioca male è scontento dell'allenatore". "Non ha nessun senso credere di poter avere un'intera squadra felice dell'allenatore", prosegue l'allenatore. L'idea di McSorley è che nessun coach riuscirà ad avere uno spogliatoio tutto dalla sua parte, fa parte del mestiere. L'unico motivo che spinge una squadra a seguire il tecnico è "il supporto della dirigenza", sostiene McSorley. Per questo motivo il tecnico è convinto che a Lugano la squadra era in suo pieno controllo perché "una squadra che non segue il coach non può giocare buona partite come abbiamo fatto noi. Le prove dicono che la squadra era ancora nelle mie mani". Chris McSorley non punta neanche il dito contro i preparatori atletici. A Lugano, secondo il tecnico canadese, non c'erano problemi né dal punto di vista fisico né dal punto di vista tattico: "Il nostro sistema l'anno scorso ha funzionato bene. Questa stagione contro Bienne e Ambrì abbiamo giocato match spettacolari. Se i problemi si sono sviluppati in 8 partite siamo di fronte a una situazione non normale. Il nostro problema è che avremmo dovuto mettere assieme uno sforzo collettivo migliore", sostiene McSorley. 

Non esiste l'età giusta

La situazione del Lugano non è riconducibile ad un solo fattore. Il problema dei bianconeri non è da trovare nel singolo giocatore, nell'allenatore o nel preparatore. Chris McSorley ne è convinto: "So cosa serve ad una squadra e lo abbiamo fatto, semplicemente non abbiamo vinto abbastanza partite". Il tecnico canadese poi si sbilancia sul nuovo allenatore del Lugano, Luca Gianinazzi: "Era chiaro che sarebbe stato il mio successo. Il cambio è stato anticipato rispetto a quanto previsto". L'età non è un alibi per un allenatore. Se un tecnico ha le capacità per guidare un gruppo e trasmettere loro le sue conoscenze non può che fare bene e McSorley crede che Gianinazzi non può sbagliare: "Non c'è mai un'età giusta. Luca è maturo, calmo e conosce il gioco". L'allenatore canadese ne è certo e conclude l'intervista pronosticando un Lugano da prime sei posizione: "La strada è lunga, ma nello spogliatoio ci sono le capacità per trovare il modo di vincere". 

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