
Le lesioni muscolari, contratture, strappi o stiramenti sono tra le lesioni sportive più frequenti e che più spesso portano all’ interruzione dell’attività sportiva per dei periodi più o meno lunghi. Le localizzazioni più frequenti sono i muscoli flessori della coscia (i muscoli ischiocrurali), il polpaccio e i muscoli estensori della coscia (il quadricipite).
Come avviene uno strappo o stiramento muscolare? Quando per vari motivi, come in una corda, si supera la soglia di carico tollerata, allora la corda, in questo caso il muscolo, si danneggia.
La prima cosa che un atleta spesso domanda al medico è: “dottore, ma è uno strappo muscolare o è solo uno stiramento o una contrattura?” La domanda immediatamente successiva: “quando posso tornare a giocare?”.
Entrambe le domande sembrano più semplici di quello che in realtà sono.
Per capire la differenza fra stiramento o strappo è necessario dare alcune piccole nozioni di anatomia. I muscoli sono organizzati gerarchicamente dalla più piccola fibrilla muscolare (riconoscibile al microscopio) che va a formare le fibre muscolari organizzate a loro volta in fasci muscolari riconoscibili ad occhio nudo. Una lesione muscolare in effetti è sempre dovuta ad una rottura di una parte più o meno grande del tessuto muscolare. Si parla di stiramento quando la lesione coinvolge un numero limitato di fibre muscolari. Uno strappo invece può variare da pochi fasci muscolari fino anche a tutto il ventre muscolare. Una contrattura muscolare invece è un disturbo muscolare funzionale senza lesioni visibili, né alla sonografia, né alla risonanza magnetica.
Intuitivamente si potrebbe dire che più esteso è il danno e più tempo ci vorrà a guarire. Questo è vero soltanto in parte, infatti ci sono molti altri fattori che incidono sui tempi di recupero. Uno dei più importanti è la localizzazione del danno. Se la lesione coinvolge anche il tendine adiacente o si trova molto vicino all’inserzione all’osso, allora i tempi si dilatano. Anche una lesione pregressa nella stessa zona allunga i tempi di recupero.
Purtroppo, sia la sonografia che la risonanza magnetica, hanno mostrato una scarsa capacità nel predire i tempi di recupero. Molto più importanti sono i criteri clinici riscontrati immediatamente dopo l’infortunio (intensità del dolore o gravità dell’impotenza funzionale), ma soprattutto l’evoluzione nei primi giorni dopo lo stiramento ci aiuta a stimare meglio i tempi di recupero.
La terapia sarà quasi sempre conservativa, solo in rare eccezioni chirurgica. Un concetto importante della riabilitazione è che non basta il riposo per guarire. Anzi, un muscolo che viene messo a riposo per 3-4 settimane, in seguito sarà più debole. La lesione deve da una parte cicatrizzare, ma dall’altra anche recuperare la sua funzione, quindi l’elasticità e la forza originali. Riposo, ghiaccio e compressione sono utili e necessari i primi 3-5 giorni, poi, precocemente, il muscolo va mobilizzato, allungato e rinforzato. È difficile dare una ricetta semplice da seguire. Un bravo fisioterapista o medico sportivo vi può accompagnare nel processo di riabilitazione. I principi più importanti della riabilitazione sono due: primo, il carico sul muscolo deve aumentare progressivamente rispettando la soglia del dolore e non tempistiche prestabilite. Secondo, dobbiamo preparare il muscolo per le sollecitazioni a cui vogliamo sottoporlo. Una ballerina verrà riabilitata allenando ampiezze di movimento maggiori, ma forze più basse rispetto, per esempio, ad un calciatore o uno sciatore.
Una buona condizione atletica che comprenda una sufficiente resistenza aerobica, una forza muscolare adeguata e una flessibilità muscolare adatta alla disciplina sportiva praticata sono fattori importantissimi per aumentare la sollecitabilità de muscolo. Ottimizzare le misure di recupero come riposo, idratazione e un sufficiente apporto nutrizionale sono ulteriori fattori che riducono il rischio d’infortunio.
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