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La pancia fa i capricci
Redazione
5 anni fa

Crampi e dolori addominali, gonfiore, irregolarità dell’intestino, bruciori e acidità, digestione lenta: sono questi alcuni tra i sintomi gastrointestinali più frequentemente lamentati da molte persone e responsabili di uno stato di fastidio o di vero e proprio malessere. Purtroppo questi disturbi sono indizi troppo generici per indirizzare verso l’immediata comprensione della causa e meritano indagini personalizzate, con l’aiuto del proprio medico curante e dello specialista gastroenterologo.
Uno squilibrio di composizione della flora batterica intestinale (disbiosi), la sindrome dell’intestino irritabile, l’infiammazione dell’intestino o di diverticoli, un regime alimentare non appropriato, le allergie alimentari, il reflusso gastro-esofageo, una gastrite associata alla infezione da Helicobacter Pylori sono solo alcuni tra i possibili scenari all’origine di sintomi cronici che richiedono un’accurata raccolta della storia clinica e familiare, una visita medica e la programmazione di esami mirati (esami del sangue, esami delle feci, indagini radiologiche, esami endoscopici) per ottenere informazioni utili alla diagnosi.
Talvolta le cause sono banali e legate allo stile di vita e alimentare delle persone, o a situazioni di forte stress psicofisico. Può anche capitare che i disturbi gastrointestinali siano “iatrogeni”, cioè conseguenti ai trattamenti necessari per curare varie malattie. È questo il caso dell’irritazione dello stomaco o del duodeno provocata da alcuni farmaci antiinfiammatori (FANS) oppure della diarrea indotta dalla metformina (utile nel diabete mellito) o ancora della stitichezza conseguente all’uso continuativo di analgesici oppioidi. Altre volte il transito intestinale peggiora progressivamente per la formazione di strozzature del piccolo intestino (tenue) o del grosso intestino (colon) causate da un’infiammazione cronica intestinale (ad esempio una diverticolite con frequenti ricadute o un morbo di Crohn) o da malattie extra-intestinali (come la endometriosi, una malattia ginecologica) o da esiti cicatriziali di interventi chirurgici addominali particolarmente complessi.
Alcune manifestazioni gastrointestinali, soprattutto se acute, impongono tempestività di diagnosi e di trattamento. A titolo esemplificativo, si pensi alla comparsa di sangue nelle feci o ad un forte dolore nella parte alta dell’addome o ancora alla diarrea refrattaria ai primi tentativi di cura. In queste circostanze è necessario programmare velocemente una serie di accertamenti approfonditi tra cui la gastroscopia e la colonscopia per essere orientati sul problema, che può spaziare da una comune crisi emorroidaria fino a un processo infiammatorio intestinale (come la colite microscopica, la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn), da un’ulcera gastroduodenale a una manifestazione acuta di reflusso gastro-esofageo, fino alla presenza di polipi e tumori. Gli esami endoscopici sono tanto più consigliabili se in ambito familiare si sono verificati casi di tumori dello stomaco o del colon. In questo contesto gli esami endoscopici si caratterizzeranno per il duplice ruolo diagnostico e preventivo, essendo finalizzati alla identificazione e alla rimozione di eventuali polipi, che sono precursori del cancro e che restano silenti per molto tempo prima di manifestarsi.
In conclusione, “la pancia che fa i capricci” non rappresenta di per sé una situazione preoccupante ma deve essere considerata come una richiesta di attenzione da parte del nostro organismo, che manifesta in questo modo, cioè attraverso una pluralità di sintomi, problematiche cliniche di varia natura, meritevoli di essere indagate e comprese correttamente evitando approcci semplicistici o rimedi “fai da te” che possono ritardare la diagnosi di importanti patologie.

Dr. med. Emanuele Meroni, Specialista in gastroenterologia, FMH

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