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La donna è mobile: in questo sta la sua forza
Redazione
15 anni fa
La Galleria La Colomba inaugura, l'8 marzo, una mostra interamente dedicata alle donne

In occasione della giornata internazionale della donna, la Galleria La Colomba inaugura una mostra interamente dedicata alle donne che hanno fatto della pittura e della letteratura il loro mestiere. Felicita Bianchi Duyne Laura Fumagalli Dina Moretti Loredana Selene Ricca Benedetta Sara Galetti Queste le cinque donne attraverso l’espressione artistica delle quali l’esposizioni tenta di dare una risposta o, almeno, di fornire spunti di riflessione a una domanda: le donne artiste si esprimono in modo diverso dai colleghi maschili? Non si tratta di retorica, ma di indagare a fondo, attraverso il binocolo preferenziale di un’espressione umana che mette a nudo l’io alla ricerca di sé e del Tutto, i labirinti dell’anima femminile, non come in contraddizione con quelli maschili, ma come loro inevitabile e naturale complemento e compimento. Non a caso l’inaugurazione della mostra, l’8 di marzo, coincide con la giornata internazionale delle donne, riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1977, dopo poco meno di un secolo durante il quale le rivendicazioni femminili avevano fatto sentire la propria voce in seno ai diversi partiti politici.I bolscevichi, il congresso dell’internazionale socialista, le “femministe borghesi” americane, il partito comunista, la democrazia cristiana sono le prime forme attraverso le quali le donne rivendicano il diritto di voto, di condizioni di lavoro umane, dell’uguaglianza, della fine della guerra nelle manifestazioni di piazza, negli incontri in seno ai partiti, tra le mura domestiche. Ma il riconoscimento, a livello costituzionale, di tali richieste, negli ultimi decenni del secolo scorso, mostra che il quadro politico attraverso il quale le prime voci si levarono, fu facilmente superato. La ragione è facilmente riconducibile all’universalità dei diritti dell’uomo, o meglio, all’essenzialità e alla verità di tali richieste.Nel 1981, al decimo anniversario dal riconoscimento di voto alle donne, in Svizzera, una modifica costituzionale, dichiara che “Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore”. Riconoscendo alle donne il diritto di voto e, in generale, l’uguaglianza, la Costituzione riconosce una situazione di fatto, presente da secoli e secoli: l’uomo e la donna sono essere umani. Essi sono dunque inglobati, da quando esistono, in una categoria superiore, una categoria che permette loro di abbracciarsi su un unico e stesso piano.Questo è dunque il punto di partenza, ma la nostra ricerca si propone di andare oltre. Le differenze fisiche, culturali della donna e dell’uomo sono innegabili perché insite nella natura umana stessa. Esse sono però arricchimento e ancora di più compimento. La donna si compie nell’incontro con l’uomo e viceversa. Due figure perfettamente uguali non possono compiersi. Un ostacolo insuperabile non permette loro l’unione-fusione.L’universo femminile indagato attraverso l’espressione pittorica e letteraria di cinque donne mette in mostra il loro sentire per certi versi diverso da quello di un uomo, ma mai contraddittori perché entrambi completamente umani.L’esposizione diventa così possibilità per attraversare, attraverso gli occhi femminili, il mondo nel quale donna e uomo si incontrano, tenendosi per mano e riconoscendosi parte complementare di un Tutto che li rende unici e per questo bisognosi dell’altro. Un mondo contraddittorio, colmo di bellezze non meno che di difficoltà, analizzato da un punto di vista diverso e quindi teso all’arricchimento dell’essere umano perché la verità non è mai cernibile in profondità se a guardare sono solo due occhi. È nell’incontro della diversità che l’essere umano ritorna a

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