
Un’intervista bella carnosa! La popstar di maggior successo della Svizzera Marc Trauffer (39) parla del suo unico diploma, della sua forma fisica a quasi 40 anni e di quello che insegna ai suoi figli in materia di consumo.
Questa sera cosa ci sarà per cena?Fettine impanate, il piatto preferito dei miei figli. Le preparo utilizzando fettine di vitello e la mia impanatura alle erbe fatta in casa, in modo che sembrino quasi pepite di pollo. Un bel piattone, accompagnato da pasta, e Lars e Lani sono al settimo cielo.
Da dove viene la sua passione per la cucina?Da mia madre. Era molto severa, diceva: cucino alle sei, quindi chi arriva in ritardo, si arrangia da solo. E io ero spesso in ritardo.
È stata lei a insegnarle a cucinare?No, mia nonna. Era una cuoca straordinaria. Polpettone, fettine impanate, bistecche succose, brasati: con lei ho imparato tutto da zero. Ne approfitto ancora oggi, avvicinandomi a ogni menu senza paura.
Salsiccia di vitello o di maiale?Non importa, basta che sia una salsiccia! Le adoro. Da Stefan Wiesner, il famoso cuoco delle trasmissioni televisive, ho seguito un corso sulle salsicce concludendolo con il certificato. Altrimenti non ho alcun diploma, ma quello di salsicce sì.
Filetto di manzo o ali di pollo?Meglio un filetto di manzo. Preferibilmente cotto al sangue. Mmmhhh....
Mangia carne ogni giorno?Non necessariamente. Anche se sono un grande amante della carne, oggi ne mangio meno.
Perché?Da anni acquisto per convinzione solo carne svizzera, esclusivamente bio e regionale. In questo sono molto pignolo e seguo fedelmente il motto «la qualità prima della quantità», anche se a volte irrito i miei famigliari. In generale, posso arrabbiarmi molto per questo argomento.
Che cosa la fa arrabbiare?Che il filetto di manzo argentino venga fatto arrivare in Svizzera è un’assurdità. Faccio fatica ad accettare carne che proviene dall’estero. È logico che un contadino in Slovenia possa produrre la sua carne più facilmente. In Svizzera abbiamo una delle leggi per la protezione degli animali più severa del mondo. La carne costa qualcosa in più ma ha anche il suo valore.
Non tutti possono permettersi di essere così coerenti come lei.Ne sono consapevole e si deve anche essere onesti. Un motivo in più: mi trovo nella fortunata posizione di potermi permettere questa strada dal punto di vista finanziario, quindi la seguo con coerenza.
Cosa ne pensa del movimento «Nose to Tail», i cui seguaci promuovono l’utilizzo di tutto l’animale?Penso che sia una buona idea e io la vivo anche. Mangiare salsicce è così. Basti pensare a tutto ciò che viene utilizzato in una salsiccia che non può essere utilizzato come fettina. Mi piacciono molto anche i fegatelli. Ma non ci tengo a mangiare le cervella.
Tre anni fa sotto la supervisione di una nutrizionista ha perso 15 chili. Come ci è riuscito?Semplicemente mangiando in modo più consapevole. Prima versavo su tutto della panna e spalmavo mezzo panetto di burro alle erbe su ogni fettina. Ho smesso una volta per tutte.
Ed è riuscito a mantenere il suo peso?Non proprio, ma mi sono fermato sui 75 chili. Un ottimo risultato. A mezzogiorno faccio sempre un’ora di tapis roulant. È da tre anni che lo pratico con coerenza. Una cosa l’ho imparata: se voglio proseguire con il mio stile di vita – mangiare molto e bere vino rosso – devo fare movimento.
L’anno prossimo festeggerà i 40 anni. Che sensazione prova?Il numero mi lascia indifferente. 40 è ancora una bella età e al momento ho una vita fantastica. Anche se li sento fisicamente e questo mi dà da pensare.
In che misura?Spesso venerdì e sabato ho dei concerti e lunedì mattina presto sono di nuovo nell’ufficio della mia ditta. Ogni volta sono k.o. e noto che il mio corpo avrebbe bisogno di un certo riposo. Sono estremamente turbato dal fatto di non potercela quasi più fare.
Il suo motto di vita?«Nulla è impossibile.» Se vedo che qualcosa è possibile, faccio di tutto affinché si realizzi. Anche se nessuno ci crede. Spesso è così.
Anni fa ha rilevato la ditta di giocattoli di legno dei suoi genitori?A dire il vero non volevo e sono dovuto arrivare a 21 anni per capire cosa i miei genitori e mio zio avevano costruito. E quale potenziale incredibile c’era in questa ditta. Non si preoccupavano del marchio, non c’erano loghi e nomi sui prodotti come le famose mucche in legno. Una situazione che mi ha stimolato.
Lei è muratore di formazione. Dove ha acquisito le conoscenze di marketing?Non ne ho idea, dal mio tirocinio non ho più seguito alcuna formazione. Ho in qualche modo il marketing nel sangue. Ma non sono comunque il tipo che chiacchiera solamente. Anche i fatti sono importanti. Ogni mattina sono in ufficio alle sei. E se dico che facciamo un servizio fotografico sullo Jungfraujoch, allora organizzo anche il tè e le coperte calde.
Come musicista e imprenditore è abituato al successo. Qual è il suo bilancio come padre?Dobbiamo ancora aspettare quattro o cinque anni per dirlo. Al momento sono ancora ragazzi tranquilli. Mio figlio sta facendo l’apprendistato come installatore sanitario, la figlia è al liceo. Non danno grandi problemi. È di sicuro il frutto di un’educazione coerente, soprattutto da parte della mia ex-moglie.
Quali valori trasmette ai suoi figli?Educazione, onestà, tolleranza. Provo anche a ostacolare in loro questa mentalità del volere tutto per sé che impera ovunque. Ma è incredibilmente difficile.
Cosa dice loro?Gli spiego cosa serve per poter pagare i 72 salari della mia ditta. E perché non è corretto nei confronti di un artista scaricare gratuitamente le sue canzoni. Provo a trasmettere loro la consapevolezza del valore delle cose prodotte dalle persone. Questo si riferisce anche alla carne e al latte, a tutto.
Che cosa significa per lei la parola patria?È il luogo in cui vivo e dove mi sento a casa. A Brienz dove ci sono i miei amici, la mia attività, i miei impiegati, la mia famiglia.
Il grande quizSul sito internet www.mein-stueck-schweiz.ch si trovano tante informazioni interessanti sulla carne svizzera. Inoltre, sino al 30 settembre potete vincere i fantastici premi del quiz: una cena per 6 persone in fattoria compreso aperitivo con Marc Trauffer, una cena per 6 persone dalla cuoca GaultMillau Marie Robert a Bex, biglietti per il concerto di Trauffer del 23 novembre a Zurigo e buoni acquisto di 100 franchi ciascuno da spendere dal vostro macellaio. In bocca al lupo!
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