
Si è concluso lunedì 5 dicembre, presso l’Aula Magna del campus luganese dell’USI, il TRM Forum, un prestigioso simposio sulla simulazione al computer e sulla valutazione sperimentale della funzione cardiaca. Frutto della collaborazione tra l’Istituto di Scienze Computazionali dell’USI, Cardiocentro Ticino, Lausanne Heart e reso possibile dal sostegno finanziario della Fondazione TRM, il convegno che è giunto quest’anno alla sua sesta edizione, si è svolto per la prima volta a Lugano. “In realtà” - spiega il presidente della fondazione TRM, Prof. Lukas Kappenberger - abbiamo deciso di portare l’evento in Ticino, proprio per approfittare dell’esperienza e della sinergia tra Cardiocentro Ticino e Università della Svizzera Italiana che in questi ultimi anni hanno stabilito a Lugano un noto centro di competenza nello studio dei fenomeni cardiaci attraverso le simulazioni al computer”. Per i professionisti del settore il TRM forum è ormai un “must” anche per la natura multidisciplinare dell’evento, in grado di riunire in seduta plenaria fisici, fisiologi, matematici, ingegneri e cardiologi che hanno così l’irripetibile opportunità di poter affrontare da diversi punti di vista l’argomento in discussione; nella fattispecie la fibrillazione cardiaca, un fenomeno estremamente diffuso che nella sola Europa causa ogni anno la morte di centinaia di migliaia di persone. “Sebbene comunemente si descriva il cuore come una semplice pompa meccanica, in realtà ogni battito cardiaco è di straordinaria complessità” - commenta il Prof. Angelo Auricchio, cardiologo e caposervizio del servizio di elettrofisiologia al Cardiocentro Ticino” - “Il cuore infatti, è costituito di miliardi di cellule dalle caratteristiche meccaniche ed elettriche molto diverse tra di loro che nel giro di pochi millisecondi si attivano quasi simultaneamente per dare origine ad un battito cardiaco che poi si ripete per 70-80 volte al minuto dal primo giorno di vita. Per far si che un'unica cellula cardiaca possa attivarsi, all'interno della cellula stessa avvengono in pochi microsecondi migliaia di cambiamenti di singole molecole/proteine. Da questo si intuisce subito la necessità di un approccio multidisciplinare che partendo dall'osservazione clinica di uno stato di malattia, fatta dal medico cardiologo/elettrofisiologo, pone la domanda alla quale i fisiologi, bio-ingegneri, matematici, fisici, cercano ognuno nel loro settore di dare la risposta, creando ciascuno e poi intengrandoli un modello unico che ben descriva il fenomeno osservato." In questo, le scienze computazionali e i supercomputer sono di fondamentale importanza. Come infatti spiega il Prof. Rolf Krause, direttore dell’istituto di Scienze computazionali dell’USI, “sfruttando l’incredibile potenza di calcolo dei supercomputer, abbinata a precisi modelli matematici, le scienze computazionali offrono la straordinaria possibilità di “fotografare” e riprodurre virtualmente le infinite sfaccettature della materia e l’articolarsi dinamico di molti sistemi complessi. L’elettrofisiologia del sistema cardiaco può per esempio essere descritta da equazioni di reazione e diffusione, grazie alle quali è possibile elaborare un modello di simulazione capace di rappresentare le infinite variabili sottese ad una buona sincronizzazione elettrica e meccanica, aprendo così per esempio la strada alla sperimentazione di pacemaker più efficaci. Grazie alla stretta collaborazione tra il Cardiocentro, l’USI e il CSCS, la Svizzera italiana sta investendo a pieno nell’interdisciplinarità di questo settore ad alto potenziale innovativo”.
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