
Il leader dell'opposizione dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai ha giurato oggi come primo ministro inaugurando una coalizione di governo che prevede la collaborazione con il suo arcinemico, il presidente Robert Mugabe. Dovrebbe essere la fine di un braccio di ferro iniziato subito dopo le controverse elezioni del marzo 2008, ma i dubbi sono leciti. Mugabe ha mostrato per l'occasione la sua faccia conciliante. "Tendo la mano dell'amicizia e della cooperazione, una cooperazione calorosa e solidale al servizio del nostro grande Paese", ha dichiarato in un discorso pronunciato subito dopo il giuramento di Tsvangirai. "Se ieri eravamo avversari, oggi ci siamo uniti. E' una vittoria per lo Zimbabwe", ha aggiunto. Tsvangirai, 56 anni, ha subito chiarito le sue priorità, promettendo di "guarire la nazione", di "stabilizzare l'economia in rovina" e di "mettere fine alle violenze politiche". In un discorso pronunciato subito dopo la cerimonia di insediamento, ha ribadito la necessità di mettere fine agli abusi sui diritti umani e alle violenze politiche. Si è anche impegnato a fare tutto quanto in suo potere per alleviare le sofferenze del suo popolo colpito nei mesi scorsi da un'epidemia di colera che ha provocato almeno 3.500 morti secondo le stime ufficiali. "La prima priorità è stabilizzare l'economia", ha detto il leader del 'Movimento per il cambiamento democratico' (Mdc) durante il discorso di insediamento davanti a migliaia di persone riunite nello stadio di Harare. "Ma è un processo - ha precisato - che impiegherà molto tempo". Il neo premier ha poi rivolto un appello alla comunità internazionale perché aiuti il Paese gravemente colpito dal colera, da una disoccupazione che tocca il 90%, e da una implacabile inflazione, coi prezzi dei generi di prima necessità che raddoppiano ogni giorno. ATS
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