
Il Movimento per il Cambiamento Democratico (MCD) del capo del governo dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai ha annunciato che intende boicottare i lavori del governo di unità nazionale nato per porre fine alla grave crisi politica attraversata dal paese. Tsvangirai ha reso noto che il MCD non prenderà parte alle riunioni di governo: "Questa è una crisi costituzionale", ha dichiarato. "Lo Zanu-Pf non può guidare il governo da solo costituzionalmente e legalmente". Oltre a boicottare le riunioni di governo, Tsvangirai ha annunciato che personalmente non parteciperà più alle riunioni settimanali con Mugabe, ma ha precisato che il partito non intende lasciare completamente il governo. Le relazioni tra i due partiti al potere nello Zimbabwe sono tese da quando è stato sottoscritto l'accordo per la formazione del governo di unità nazionale con la mediazione della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe: oggetto di disputa più di recente il nuovo arresto dell'esponente del partito di Tsvangirai Roy Bennett, già fermato una prima volta il 13 febbraio scorso poco prima del suo insediamento all'incarico di viceministro dell'Agricoltura nel governo di unità nazionale. Mercoledì Bennett è stato arrestato una seconda volta dopo un'udienza preliminare. Deve rispondere di accuse che vanno dal possesso illegale di armi a reati di terrorismo. Inizialmente era stato accusato di tradimento. ATS
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