
Due mesi dopo aver tolto per una prima volta una serie di sanzioni nei riguardi dello Zimbabwe, la Svizzera si allinea nuovamente all'Unione europea, ritirando 81 persone e otto aziende dalla "lista nera", a iniziare da domani. Soltanto dieci individui, tra cui il presidente del paese africano Robert Mugabe (al potere dal 1980), e due aziende sono quindi ancora oggetto di sanzioni, secondo l'ordinanza del Consiglio federale pubblicata oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Questa misura interviene dopo che i cittadini dello Zimbabwe hanno approvato a metà marzo, con il 94,5%, una nuova Costituzione che riduce i poteri del presidente. Elezioni generali dovrebbero svolgersi prossimamente, forse a metà luglio. ATS
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