
I bambini nati da donne che hanno contratto l'infezione da virus Zika in gravidanza possono sviluppare problemi come la microcefalia anche mesi dopo la nascita. Lo afferma uno studio pubblicato oggi sul bollettino del Center for Diseases Control statunitense pochi giorni dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la fine della fase di emergenza nella risposta alla malattia. Lo studio si basa su 13 casi studiati in Brasile, il paese più colpito dal virus, in cui alla nascita non c'erano segni di microcefalia, ma il cui sviluppo cerebrale è rallentato fino a rientrare nella definizione della malattia da cinque mesi a un anno dopo il parto. Solo in pochi casi, scrivono gli esperti statunitensi, l'ecografia prenatale aveva mostrato segni di anomalie. Il cervello dei bimbi studiati ha mostrato le calcificazioni e le aree riempite di fluidi tipiche della patologia, a cui si accompagnavano altri problemi neurologici, dai tremori alla debolezza muscolare. "Questa è una evidenza chiara che i bambini possono essere affetti gravemente anche se non hanno microcefalia alla nascita - afferma Tom Frieden, direttore del Cdc -. Per me al momento la questione principale da risolvere di cui non abbiamo risposta è 'quanto sono affetti i bambini che non hanno microcefalia?'".
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