
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di uno scambio di tecnologie e armamenti con i Paesi del Golfo. In un’intervista a Rai News 24, il leader di Kiev ha spiegato che l’Ucraina potrebbe offrire la propria esperienza sui droni intercettori, mentre i paesi del Golfo dispongono di sistemi di difesa come i missili Patriot, di cui l’Ucraina è carente. «I Patriot non possono abbattere i droni iraniani, mentre noi abbiamo droni in grado di intercettarli», ha detto. Zelensky ha precisato che l’Ucraina non è coinvolta nel conflitto in corso con l’Iran, ma i partner del Golfo hanno mostrato interesse per la competenza maturata da Kiev. Il presidente ucraino ha riferito di aver parlato con i leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti e con il re di Giordania, sottolineando che l’obiettivo principale resta aiutare la popolazione civile, pur ricordando che l’Ucraina «è comunque un Paese in guerra».
I negoziati con la Russia
Sul fronte del conflitto con la Russia, Zelensky ha confermato che i negoziati proseguono, anche se il vertice potrebbe essere rinviato o spostato a causa della crisi in Medio Oriente. Riguardo ai nodi della trattativa, «nel mondo si è diffusa la convinzione che le affermazioni di Putin sul fatto che se l'Ucraina cede il Donbass, la guerra finirà siano veritiere, ma intanto gli attacchi russi aumentano. Noi non crediamo alla Russia e a Putin, ma con l'aiuto di mediatori forti possiamo trovare un accordo sulla fine della guerra, visto che non ci fidiamo di loro e loro non si fidano di noi. Le condizioni devono essere tali da non doversi affidare semplicemente alle parole», ha aggiunto. «Io sono certo che la guerra continuerà. La Russia ha bisogno di tempo per prepararsi e recuperare le sue brigate. Per questo serve tempo», ha aggiunto Zelensky, respingendo ancora l'ipotesi di cedere territori: «l'uscita dal Donbass per l'Ucraina è uno dei rischi più grandi, potrebbe trasformarsi in un 24 febbraio 2022 seconda parte, un'altra invasione su vasta scala. Noi perderemmo le fortificazioni orientali e apriremmo a un'offensiva dell'esercito russo su più direzioni: la regione di Dniprov e l'est, l'area di Kharkiv, ovvero le due regioni più importanti dal punto di vista industriale».

