
Le autorità irachene hanno annunciato l'arresto di 17 persone accusate di aver reclutato cittadini iracheni per combattere come mercenari nelle file dell'esercito russo nella guerra in Ucraina.
Lo ha reso noto il Consigliere per la Sicurezza nazionale di Baghdad, Qassem Araji, precisando di aver avviato contatti con le autorità ucraine per il rimpatrio di iracheni catturati sul fronte ucraino dopo essere stati arruolati.
Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale irachena Ina, un membro della commissione incaricata di contrastare il fenomeno ha spiegato che due degli arrestati sono stati condannati all'ergastolo da un tribunale di Najaf, mentre gli altri sono sotto processo.
Negli ultimi mesi erano circolati sui social media diversi video che mostravano giovani iracheni in uniforme russa impegnati in combattimento sul fronte ucraino, suscitando polemiche nel paese e spingendo il governo ad aprire un'indagine.
Le autorità irachene sostengono che il reclutamento avvenisse inizialmente tramite contratti di lavoro o di studio in Russia, poi trasformati in accordi di arruolamento. In alcuni casi, secondo Baghdad, i giovani sarebbero stati costretti a combattere dopo l'arrivo a Mosca.
Il governo ha inoltre annunciato l'intenzione di inviare una delegazione ufficiale a Mosca per verificare il numero effettivo di iracheni arruolati e dei prigionieri detenuti in Ucraina. È stato attivato anche un numero telefonico di emergenza tramite l'ambasciata irachena a Mosca per assistere i cittadini che intendano rientrare.
Già a dicembre Araji aveva parlato di «centinaia» di iracheni coinvolti nel conflitto. Stime citate da un consigliere del premier iracheno indicano tuttavia che potrebbero essere fino a 5.000 gli iracheni arruolati dall'inizio della guerra.

