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Estero
Zambia: primo presidente bianco in Africa dai tempi di de Klerk
Redazione
12 anni fa

È il primo presidente bianco in Africa dai tempi di Willy de Klerk. Ma non è un ritorno indietro ai tempi bui, al colonialismo, al Sudafrica dell'apartheid. Guy Scott, economista e proprietario terriero di origine scozzese, è il nuovo capo di Stato dello Zambia ad interim: lo rimarrà solo per tre mesi, per preparare le elezioni. Succede a Michael Sata, il presidente in carica morto oggi a Londra, dove era andato a curarsi. Ma come è possibile che un esponente di una comunità bianca di 40.000 persone diventi presidente di un Paese abitato da 13 milioni di neri? La spiegazione la fornisce il sito della BBC. Guy Scott, 70 anni, ha sempre finanziato generosamente il partito del defunto presidente Sata, il Fronte patriottico. Quando questo nel 2011 aveva vinto le elezioni presidenziali, Scott era stato premiato con la poltrona di vicepresidente. Una carica di rappresentanza, priva di potere politico. Tanto è vero che quando Sata andava all'estero, il suo vice non è mai stato nominato facente funzioni. L'ultimo a sostituire davvero il presidente malato è stato il suo ministro della Difesa, Edgar Lungu. Per gli analisti, è lui il vero successore designato. Fra tre mesi si terranno le presidenziali, e il presidente bianco non potrà neppure candidarsi, perché la legge impone che il capo dello Stato sia zambiano da tre generazioni. Sata e Scott d'altronde formavano davvero una strana coppia. Il presidente nero era un tipo spiccio, la voce arrochita dalle sigarette. Un uomo d'azione, populista, dalla lingua tagliente e con una pericolosa tendenza all'autoritarismo. I nemici lo chiamavano 'King Cobra'. Devoto cattolico, nella vita aveva fatto di tutto, dal ferroviere al poliziotto, dal sindacalista all'impagliatore di animali, fino a diventare il governatore decisionista di Lusaka. Guy Scott, il suo vice bianco, è invece un gentiluomo di campagna britannico, trapiantato nell'Africa nera. Nato nel '44 nell'allora Rhodesia del Nord da un medico scozzese delle ferrovie, ha studiato a Cambridge ed è diventato economista. Ricco proprietario terriero, è entrato in politica nel 1990, alle prime elezioni multipartitiche, ed è stato ministro dell'Agricoltura. Il sangue britannico gli garantisce una buona dose di humour. Al Guardian aveva detto "penso che i leader africani mi guardino come una specie di mascotte, un portafortuna della politica africana". Scott parlava bene anche del dittatore del vicino Zimbabwe, Robert Mugabe. Del suo presidente Sata raccontava: "Michael è molto intelligente. Lui lo sa che la gente lo vede come un razzista perché è ruvido quando parla. Ci prova anche con me. Dice cose come 'cosa saresti se non fossi bianco?'. Io gli ho risposto 'il presidente', e così è stato zitto".

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