
Drammatiche notizie sulla sorte di nove stranieri rapiti nei giorni scorsi nello Yemen si sono rincorse oggi per tutto il giorno: le prime informazioni riferivano del ritrovamento di tre cadaveri. Alcune ore dopo i corpi ritrovati erano sette, e infine nove. Compresi quindi quelli dei tre bambini del gruppo. In serata, poi, una marcia indietro: sei ostaggi sarebbero vivi. A parlare sono state fonti diverse, più o meno anonime, ufficiali ma sempre locali, mentre in serata ancora non era giunto il sigillo delle autorità di Sanaa. La vicenda è iniziata venerdì, quando un medico con sua moglie e i loro tre figli, tutti tedeschi, assieme a due infermiere pure tedesche, ad un ingegnere britannico e una insegnante sudcoreana sono stati rapiti mentre facevano un picnic nella regione di Sadaa. Sono stati i ribelli locali, hanno affermato il giorno dopo fonti governative. Una accusa ribadita anche oggi dall'agenzia Saba che, citando "fonti autorizzate nel governatorato" di Sadaa, ha riferito del ritrovamento dei corpi di "due infermiere tedesche e una insegnante coreana". La remota regione di Sadaa, al confine con l'Arabia Saudita, viene considerata come una roccaforte di al Qaida, il cui leader Osama bin Laden è originario proprio dello Yemen. Ma la stessa regione è anche teatro da circa cinque anni di una sanguinosa rivolta condotta da un gruppo di ribelli sciiti capeggiati da un ex deputato, Abdul Malek al Houti. Un portavoce degli stessi ribelli ha però prontamente ieri affermato che si tratta di "accuse infondate", di "una cospirazione delle autorità per criminalizzare l'immagine della rivolta degli Houti. Nel corso degli ultimi 10 o 15 anni, oltre 200 stranieri, sono stati sequestrati in Yemen da tribù locali, per lo più per fare pressioni sul governo e ottenere concessioni per i loro villaggi e comunità. Gli ostaggi sono però quasi sempre stati trattati bene e rilasciati dopo alcuni giorni, senza danni. Tranne un caso, nel 1998, in cui le forze di sicurezza compirono un blitz contro i sequestratori causando la morte di tre dei rapiti. ATS
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