
Almeno 18 persone sono rimaste uccise nel nord dello Yemen in scontri armati fra ribelli sciiti della minoranza zaidita e miliziani di una tribù filo-governativa, secondo quanto si apprende da fonti tribali e da testimoni oculari. E nella stessa zona sciiti hanno attaccato e distrutto la casa del rabbino capo della piccola comunità ebraica yemenita. Gli scontri sono avvenuti nella montagnosa provincia settentrionale di Sadaa, vicino al confine con l'Arabia saudita. Sono cominciati in un mercato. Nella stessa area ribelli zaiditi hanno attaccato e saccheggiato la casa di Yahia Yussuf, rabbino capo del Paese, che conta alcune centinaia di ebrei. Yussuf, che non era in casa, ha dichiarato che gli zaiditi minacciano anche gli altri 67 ebrei di Sadaa. Lo zaidismo è una corrente sciita, maggioritaria solo nel nord dello Yemen, la cui popolazione è in prevalenza sunnita. I ribelli, che combattono il regime yemenita dal 2004, rivendicano il ripristino del potere temporale dell'imam zaidita sul loro territorio, cancellato da un colpo di stato militare nel 1962. Il conflitto ha provocato migliaia di morti. ATS
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