
Tre morti e circa 300 feriti, trenta dei quali in modo grave: è il bilancio di nuovi scontri avvenuti oggi nella capitale dello Yemen Sanaa e a Taiz, nel Sud, tra soldati schierati con i manifestanti anti-regime e non meglio precisati uomini armati sostenitori del presidente Ali Abdallah Saleh. Sul piano politico il presidente Saleh, che secondo indiscrezioni di stampa Usa avrebbe ricevuto da Washington la richiesta di abbandonare la carica presidenziale per assicurare una transizione di potere incruenta, ha oggi accettato l'offerta dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg, Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) di avviare una mediazione tra lui e la coalizione dei partiti d'opposizione. Gli eventuali colloqui, il cui inizio non è stato ancora fissato, dovrebbero avere luogo in Arabia Saudita, membro del Ccg che ha più a cuore degli altri la "sicurezza" e la "stabilità. del vicino Yemen, da anni percorso da una ribellione di sciiti nel nord, dall'attivismo dei secessionisti sudisti della regione meridionale di Aden e porto franco di numerose cellule di al Qaida. ATS
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