
Altre quattro persone sono rimaste uccise oggi a Sanaa nel quinto giorno consecutivo di violenze nella capitale dello Yemen, che vedono affrontarsi fazioni militari, tribali e manifestanti dell'opposizione. Lo riferisce la televisione panaraba Al Jazira. Il bilancio dei morti sale così ad 89 da quando gli scontri sono ripresi con particolare virulenza, domenica scorsa. Due donne e due uomini, secondo testimoni, sono stati uccisi dal fuoco di cecchini sulla Piazza dell'Università, ribattezzata dagli oppositori Piazza del Cambiamento, dove da mesi sono accampati militanti dell'opposizione. Schierate a protezione della piazza sono le truppe della Prima divisione corazzata comandate dal generale Ali Mohsen al Ahmar, fratellastro del presidente Ali Abdallah Saleh, passato dalla parte degli oppositori dal marzo scorso. Le truppe di al Ahmar sono impegnate da giorni in combattimenti, anche con l'uso di artiglieria, contro le forze governative comandate da Ahmed Saleh, figlio del presidente. Quest'ultimo si trova da tre mesi in convalescenza in Arabia Saudita dopo un attentato subito nel giugno scorso. Ma gli scontri vedono coinvolte anche fazioni tribali: in particolare quella di Sadek al Ahmar, che si oppone al regime, contro quella di Saghir ben Aziz, fedele al presidente Saleh. ATS
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